Verchiano è una frazione montana del Comune di Foligno, si sviluppa lungo un pendio tra circa 750 e circa 850 m s.l.m., fa parte della Circoscrizione 8 "Valle del Menotre".

Etimologicamente "Verchiano" significa "acquitrinio dei maiali", ciò oltre che dall'etimo è confermato dallo stemma di Verchiano (presente sul fontanile monumentale nel centro del paese, detto "dei Trinci" e nella "sala delle Armi" del Palazzo Comunale di Foligno) dove compare un verro sovrastato da una lama stretta in un pugno).

Secondo i dati Istat, al censimento 2001, il paese contava 203 residenti.
Le sue origini risalgono al periodo umbro (circa III secolo a.C.) e il suo sviluppo fu dovuto alla posizione lungo una via di grande comunicazione del tempo, che collegava la Valle Umbra all'Alto Piceno: si tratta della via della Spina (così chiamata dal nome del paese di Spina nel comune di Campello sul Clitunno e dall'omonimo torrente, da non confondere con la città etrusca di Spina), che restò fino alla fine del XIX secolo la via più diretta per il collegamento di Roma con Ancona e la Marca anconitana. Questa via si ricongiungeva, a Colfiorito, alla via Lauretana e alla via Plestina che da Foligno portava a Camerino attraverso Colfiorito e Plestia.
Il centro storico è rappresentato (anche simbolicamente) dalla chiesa di Santa Maria Assunta (esistente già alla fine del X secolo), che raggiunse la sua massima importanza come pievanìa nel XIV secolo (quando ad essa facevano capo 48 chiese limitrofe) e dall'antistante palazzo Barnocchi (detto "il Palazzo"), un tempo simbolo del potere laico, politico ed economico.

La storia di Verchiano seguì, nell'alto medioevo, quella del ducato longobardo di Spoleto. In epoca medievale il centro si spostò a monte creando l'agglomerato urbano del "Castello di Verchiano".

Nel 1263 il Castello di Verchiano e quello di Roccafranca (e le loro pertinenze), appartenenti al comune di Spoleto, furono acquistati dal comune di Foligno (al tempo retto dalla signoria degli Anastasi): da quel momento le sorti di Verchiano furono legate a quelle di Foligno, pur mantenendo legami con Spoleto, specialmente in materia ecclesiastica; pur appartenendo al Comune di Foligno, Verchiano fa tutt'oggi parte (con Roccafranca) dell'archidiocesi di Spoleto e non della diocesi di Foligno.

Dal 1305 al 1439 fu dei Trinci, succeduti agli Anastasi come signori di Foligno. Dopo tale periodo iniziò a svilupparsi il "Borgo di Verchiano", a valle attorno alla chiesa, nei pressi dell'antico insediamento umbro. Dopo la fine dei Trinci, con altri castelli appartenuti alla signoria folignate, anche il Castello di Verchiano, oramai abbandonato e danneggiato anche da vai terremoti, fu demolito.
Nei periodi rinascimentale e barocco, la chiesa di Santa Maria Assunta si arricchì di affreschi, dipinti ed elementi architettonici ancora oggi visibili. Diversi elementi sono datati 1604 e furono commissionati dal pievano Antonio Ricchi. Ampliamenti della chiesa e del campanile risalgono alla prima metà del XVII secolo ad opera dell'architetto Lorenzo Salvati di Foligno, mentre i lavori furono eseguiti dai maestri Comacini Francesco Catanaccio e Biaggio di Paolo.

Ai primi anni del '600 risalgono invece le ristrutturazioni degli odierni palazzi Barnocchi-Moscati e Corradi, realizzati, nelle forme attuali, dalla famiglia Guerrieri di Roccafranca.
Nei pressi di Verchiano vi è la chiesa di San Salvatore, un'importante santuario posto alla sommità dell'omonimo monte a 1150 m di altitudine. In origine era un'abbazia benedettina e i primi documenti che la menzionano risalgono al 1333-1334. Il beato Paoluccio Trinci, morì nel santuario nel 1390 e vi fu sepolto; il suo corpo venne traslato a Verchiano circa un secolo dopo.

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