Benaducci Francesco (Foligno 21/ 11/1815 - Garda 1855). Patriota risorgimentale. Studiò nel seminario di Foligno e poi all'Università di Camerino, senza riuscire a laurearsi. Nel 1840 fu nominato esaminatore delle pubbliche scuole. Concorse nello stesso anno per la Cattedra di eloquenza e risultò il migliore; ottenne pertanto la nomina dal consiglio comunale. Non ebbe però l'approvazione a tale incarico per le sue idee liberali. Si impiegò allora come ragioniere al comune fino al 1849, quando, lasciato l'ufficio, si dette ai Moti.

Lo stesso anno fu sottotenente al seguito del futuro generale Masi (v.), che allora comandava la Guardia Civica Mobilizzata. Poi Armellini lo nominò segretario della delegazione di Orvieto. Fu eletto deputato alla Costituente, ottenendo il maggior numero di suffragi, fra i 14 deputati umbri. Caduta la repubblica, i deputati della costituente furono esclusi dalla amnistia, sicché Benaducci vagò un po' per l'Italia e poi riparò a Londra con il cognato Cesare Agostini (v.). Qui visse insegnando italiano agli inglesi. Tornò in Italia malato di tisi e morì di colera l'8/8/1855.

Il D'Azelio aveva provveduto al Benaducci un passaporto per il regno sardo. Si conserva la lettera del D'Azeglio, come altre lettere del Benaducci. Scrisse discorsi, liriche, poesie patriottiche, raramente stampate.