Nato a Foligno il 20 settembre 1929 e tornato definitivamente a Foligno verso il 1960, dopo alcuni anni trascorsi a Roma prima come studente, poi come assistente universitario e collaboratore degli architetti Cicconelli e Pellegrin, l’architetto Franco Antonelli è morto a Foligno il 25 aprile 1994. Innamorato della sua terra e del suo lavoro, Antonelli sceglie di vivere e lavorare nella sua Umbria, di cui ben conosce il tessuto storico, urbanistico ed artistico. Nella vita di Franco Antonelli il lavoro dell’urbanista e dell’architetto, il pensiero e gli scritti dell’uomo di cultura, l’ininterrotto impegno al servizio delle comunità locali si compenetrano e si saldano. La sua professionalità fatta di metodo, rigore ed impeto, di ricerca aperta al confronto, di indipendenza di giudizio insieme ad una forte coerenza tra pensiero e vita, è stata messa a completo servizio del suo territorio, contro la crescente massificazione culturale e il “degrado” dell’ambiente, in cui fosse ancora possibile vivere “a misura d’uomo”.

Innumerevoli le opere dell’architetto, frutto non solo delle sue grandi doti di “disegnatore”, ma anche del suo attento valutare i luoghi e le circostanze che lo spingevano alla progettazione: è certo che Franco Antonelli non potrà essere ricordato solamente per il forte contributo dato all’architettura religiosa post-conciliare, della quale fu grande interprete, o all’architettura scolastica, sociale e residenziale della quale possiamo ancora oggi cogliere il significato ma soprattutto per la sua importante attività in campo urbanistico.
Di questa scrive il prof./arch. Sergio Lenci: “l’opera di Franco Antonelli nel settore urbanistico è esemplare per il suo rigore ed ha importanza incisiva per la storia di questi anni nell’Umbria centrale; esemplare, perché traccia un metodo di lavoro che servirà di insegnamento ai professionisti più giovani ed alle amministrazioni illuminate..; incisiva, perchè in taluni casi l’azione culturale nel sociale di Antonelli ha collaborato ad aggregare consensi che hanno poi prodotto importanti scelte pubbliche sulla gestione del territorio”.
Uomo di grande cultura e sensibilità, Franco Antonelli ha saputo trasferire le sue doti in tutte le sue opere; non ultima, anche se rimasta incompiuta, la realizzazione dell’Auditorium di S. Domenico, a Foligno, portato a termine dallo studio Antonelli e Associati (1996).

Ricorda così il prof. Bruno Toscano una visita in quel cantiere negli ultimi anni ’70: ”Lo squallore di un lungo abbandono e le ferite di vecchi e maldestri adattamenti rendevano il vasto interno della chiesa uno spazio anonimo e quasi informe. Verso il centro della navata, unico arredo in questa desolazione era un tavolo a cavalletti, colmo di disegni, sui quali, entrando, vidi curvo ed intento l’architetto. La mia simpatia per Antonelli è nata in quel momento, ancor prima che il colloquio rivelasse un’intesa sui problemi di merito che certo ne lui ne io potevamo prefigurarci così piena…”. Franco Antonelli, architetto e credente, dirà: “Non si può dire che l’uomo nel corso dei secoli sia riuscito a cambiare se stesso e il mondo, ma le sue opere sono abbastanza durature e sufficienti per dirci molto delle società delle varie epoche. Forse la cosa più entusiasmante nella storia umana è proprio questa capacità dell’uomo di disegnare e costruire il suo spazio, così proseguendo la Creazione. E in questo, forse solo in questo, l’uomo mi sembra testimone, con la sua creatività, di essere figlio di Dio”.

Bibliografia
Per un approccio complessivo all’attività di Antonelli si veda la rassegna Ricordo di Franco Antonelli architetto, in “Bollettino storico della città di Foligno”, XVII (1993), pp 403-418. La rassegna si articola nelle seguenti sezioni: opere ed incarichi più significativi; edilizia residenziale; edilizia scolastica e sociale; edilizia religiosa; edilizia industriale; interventi urbanistici; opere di architettura pubblicate su libri e riviste d’architettura nazionali ed estere; pubblicazioni.
Il volume Cultura e professione. Franco Antonelli architetto, a cura di S. Lenci e M. Antonelli, Foligno, Cassa di risparmio s.p.a. , 1996 con saggi e testi di S. Lenci, R. Pedio, G. Sibilia, I. Tomassoni, B. Toscano, esemplifica l’attività dell’architetto (edilizia religiosa, scolastica, sociale, residenziale, restauri) mediante un apparato iconografico assai ricco.
La mostra organizzata nel 1997 in occasione del completamento del monastero di Santa Maria di Betlem ( località La Collina, Sant’Eraclio di Foligno) è stata corredata da un opuscolo guida intitolata: Il Territorio e le Opere. Itinerario di visita alle opere, Foligno, Assessorato ai Beni, Attività e Servizi Culturali del Comune di Foligno, 1997.
Il saggio Siro Silvestri e Franco Antonelli. La città di Foligno e l’architettura sacra, che Luciano Piermarini ha scritto per il volume Siro Silvestri vescovo.
”Un solerte e santo pastore” (1913-1997), pubblicazione promossa dalla diocesi di Foligno e curata nel 2005 da Mario Sensi, costituisce un importante messa a punto sulla personalità dell’architetto e sulla sua opera.