Fra le regioni d'Italia l'Umbria è quella che ha immediatamente seguito il Lazio e il Veneto nell'introduzione dell'arte della stampa. In Umbria furono Trevi e Foligno le prime città a cimentarsi in questa nuova fascinosa attività.
Il primato regionale in senso assoluto spetta a Trevi, ma Foligno la seguì nel medesimo anno, 1470, con lo scarto di qualche mese. Il tipografo tedesco Giovanni Numeister da Magonza, con alcuni dei suoi compatrioti che risiedevano a Foligno, in qualità di calligrafí, stamparono, nel 1470 in casa di Emiliano Orfini, l'opera "De bello italico adversus Gothos" di "Leonardo Bruni di Arezzo. Nel 1471 stamparono il volume delle "Lettere Famigliari" di Cicerone. L'introduzione dell'arte della stampa in Foligno è opera dunque di Emiliano Orfini, patrizio folignate, rinomato orafo e zecchiere pontificio sotto Sisto IV e Innocenzo VIII.
La collaborazione tra Numeister e Orfini durò fino al 1471. Un anno dopo l'azienda tipografica Numeister e soci era di sciolta e verso la metà dei 1473 il Nurneister veniva imprigionato su istanza dei creditori, poiché non aveva potuto far fronte agli impegni finanziari presi con gli Orfini e i soci. Dell'attività folignate di questo valente tipografo tedesco, la gemma è rappresentata dalla stampa della "Divina Commedia" (11 aprile 1472). Nel 1677 esordì nell'arte tipografica a Foligno Antonio Mariotti che ottenne anche il titolo di Tipografo Camerale. Al Mariotti spetta il vanto di aver pubblicato il primo foglio folignate di "Avvisi", ossia un periodico settimanale intitolato "Fuligno". Il periodico, edito settimanalmente, era costituito da un foglio di quattro pagine di piccolo formato (cm 27x20). La stampa in una sola colonna era piuttosto fitta e di un solo corpo di carattere. Le notizie erano raggruppate sotto il nome della città di provenienza separate l'una dall'altra da un piccolo spazio bianco nella stessa riga. I nomi delle città da cui provenivano le notizie erano stampati a capo linea in maiuscolo: seguiva la data, sotto cui andavano le notizie. Il periodo che definitivamente consolidò la fama di Foligno, come centro produttore di stampa periodica, fu la Gazzetta Universale (1776-1871), lanciata dal tipografo Pompeo Campana. La Gazzetta Universale cominciò a uscire settimanalmente il 5 gennaio l776 in piccolo formato(cml9x13) in otto pagine, con una testata ben definita ed un ampio servizio di informazioni, specialmente da città estere. Nel 1799 la Gazzetta fu stampata da Giovanni Tomassini. Salvo l'interruzione tra il 1810 e il 1814, imposta dall'autorità politica, il periodico continuò ad uscire dalla tipografia Tomassini sino al 1871, subendo via via qualche modifica formale reclamata dall'evoluzione dei tempi. Fra le tipografie che in Foligno hanno operato nel corso dei secoli dal XVII al XIX un cenno particolare meritato, per l'attività svolta, quelle dei Campitelli, di Pompeo Campana, di Giovanni Tomassini, di Fracesco Salvati. La tipografia Campitelli è vissuta più di due secoli; essa, oltre i famosi lunari, ha fornito una produzione libraria di intrinseco valore ristorantile, storico, artistico. Pompeo Campana e successori vanno ricordati per la produzione di libri di vario genere di accurata esecuzione tipografica.La tipografia di Giovanni Tomassini discende,per via di matrimonio, da quella del Campana: essa ha avuto una larga produzione di pubblicazioni ufficiali, di polemica politica e religiosa, di scienze, di tecnica agraria, di filosofia, di letteratura. Francesco Salvati (1827-84) più che tipografo fu intagliatore di caratteri di legno. La tipografia intitolata al suo nome, iniziò l'attività nel 1887 e si affermò tra le prime della regione. Nel 1889 assorbi la tipografia Sgariglia, nel 1891 la tipografia Tomassini, nel 1935 la tipografia Campitelli.