Corrado V detto Trinca, figlio di Corrado II, fu capo dei Ghibellini in Foligno e nell'Umbria. I Trinci passarono alla parte Guelfa solo dopo il fallito tentativo di Corradino, intuendo che, data la posizione geografica di Foligno così vicino alla guelfa Perugia e ancora di più a Spoleto, dove il Pontefice faceva avvertire il peso della sua presenza e la potenza della sua famiglia, la sua importanza poteva derivare solamente dalla sede apostolica e non più dal lontano imperatore, la cui autorità era diventata in Umbria solo formale. Con le concessioni elargite ai Trinci dai pontefici, essi riuscirono a formare e consolidare la loro fortuna arrivando ad importanti nomine quali Vicario Apostolico, Generale di S.Chiesa, Generale del Ducato. Questo però portò anche grandi effetti negativi; infatti i Trinci non poterono più liberarsi e quando tentarono di farlo fu la loro fine. I Trinci poggiarono la base della loro solida autorità su Foligno e dell'espandersi della propria signoria, sull'amicizia costante che conservarono verso la guelfa Perugia e sulla fedeltà che dimostrarono alla chiesa. Fra l'altro i Trinci avevano saputo contrarre vincoli di parentela con molti dei Signori italiani tra cui gli: Este, i Caetani, i Savelli, gli Orsini, i Visconti, gli Sforza, i Montefeltro, i Varano, i Baglioni e gli Oddi e cercarono rapporti di amicizia con re transalpini quale Ludovico d'Ungheria. La difesa degli interessi terreni della Chiesa durante i tempi del difficile periodo avignonese, portò ai Trinci l'appoggio e le varie concessioni con le quali il Pontefice consolidò la loro signoria. Questa durante il Vicariato di CorradoXI (1377-1386) e di Ugolino IX, (1386-1415)raggiunse la massima espansione territoriale comprendendo: Foligno, Bevagna, Montefalco, Bettona, Colle Mancio, Colle del Marchese, Giano, Gualdo Gattaneo, Limigiano, Torre di Viepri, Montecchio, Nocera, Pissignano, Trevi, Valtopina, Capo d'Acqua, Nocera, Sellano, Verchiano, Rocca di Ponte Cerreto, Orsano, Ocosce, Vissuta, Colfiorito, Amnifo, Piediluco e Leonessa.
Corrado costrinse i canonici della cattedrale a eleggere suo figlio Rinaldo Vescovo di Foligno in contrasto con la curia romana che aveva già nominato e consacrato il Vescovo Ferrara che però non poté mai entrare in Foligno. Solo allora, perchè venivano lese le prerogative eclesiastiche, si pensò alla spedizione dei Vitelleschi. Nel 1438 il cardinale Giovanni Vitelleschi si mosse verso Foligno per abbattere la signoria dei Trinci.
Il giorno 8/9/1434 la porta di S. Maria fu aperta di notte per tradimento da alcuni nobili tra cui anche Giacomo Trinci, abate di Sassovivo, il quale credeva in questo modo di far dimenticare i molti mali fatti. Il giorno 9 il cardinale fece il suo ingresso a Foligno dove ricevette gli ambasciatori di Montefalco che erano arrivati per porgergli le chiavi della città. Egli pose come condizione che Ugolino, giovane figlio di Corrado, fosse imprigionato con il fratello Nicolò e con il padre. Il cardinale nominò Pietro Vitelleschi, suo parente, vice governatore di Foligno e di tutti i beni dei Trinci. Con Corrado finì la signoria dei Trinci una delle più prestigiose dell'epoca per senno politico dimostrato, per le cospicue parentele contratte e per ricchezze e poteri raggiunti.