La passeggiata classica dei Folignati, con l'inizio della primavera, avviene al Parco dei Canapè dove ci sono molti alberi, aiuole con fiori, panchine, bar, giochi vari per bambini come altalene, scivolo.
Una volta i giardini pubblici erano situati a Porta Romana dove ora è lo stadio comunale "Dandolo Gramellini" nel quale si svolge ogni anno la Giostra della Quintana. Dopo la demolizione del giardino pubblico, i Canapè furono destinati a sostituirlo.

La Storia dei Canapè
Il giardino pubblico si trova a mezzogiorno della città, in uno spazio addossato alle mura tra Porta Romana e Porta Todi. Rispetto al viale Nazario Sauro, il territorio dove sorge il parco è sopraelevato, ma questa elevazione del terreno non è naturale; infatti, nel sec. XIII, cioè dopo la costruzione della nuova cinta di mura (1280-1281), non esisteva.
Da Porta Romana a Porta Todi non c'era alcun dislivello, ma il terreno interno alle mura era allo stesso piano di quello esterno.
Il rialzamento si deve all'accumularsi dei materiali di scarico che i cittadini nel secolo XVI e XVII solevano portare in questa parte della città fino a raggiungere la parte superiore delle mura tanto che, in alcune situazioni, il Consiglio Comunale dovette intervenire proibendo lo scarico. Più tardi si riprese a portare le macerie anche sul lato settentrionale dei luogo.
Tre edifici sorgevano nelle vicinanze dei Canapè: ad oriente un monastero dei "Monaci neri" cioè di monaci benedettini; lasciato dai monaci, l'edificio fu sede del seminario Vescovile fino ai primi anni dell'800. Poi ci fu la sede della Tipografía Salvati.
Sul lato settentrionale, per oltre la metà della lunghezza del viale, c'era il monastero di Santa Caterina, di monache clarisse, che si dice fondato dallo stesso San Francesco. Oggi c'è la scuola elementare di Santa Caterina e la Palestra.
Sul lato di mezzogiorno sorgevano, sulle mura, due torri a breve distanza l'una dall'altra. La prima era chiamata il Torrione del Cassero e poi prese il nome di Torre del Seminario, mentre l'altra torre era chiamata la "Montanara" ed ora è stata trasformata in bar.

Perchè Canapè
In una seduta nel Palazzo Priorale il 14 settembre del 1776, la Prefettura dello Sgravio (una specie di commissione di vigilanza alle finanze e ai lavori pubblici) presenta al Consiglio Comunale una relazione in cui precisa che le mura castellane della città di Foligno stanno andando in rovina ed occorre, al più presto possibile, restaurarle.
Per non gravare di quella spesa la comunità, alcune persone si impegnano a pagare il restauro purchè sia concesso ad ognuno un piccolo spazio lungo queste mura da formare un sedile per assistere alla corsa dei cavalli, intorno alle mura, e ad altri divertimenti.
Quindi furono costruiti questi sedili a forma di divano, con spalliera e braccioli costruiti in materiale laterizio, e furono chiamati "Canapè" con il termine francese entrato ben presto nell'uso comune.
Furono costruiti nel 1777 e ancora oggi resistono al tempo. Questi sedili furono tutti numerati fino al numero di ottanta.

Sedili ai Canapè
Gli ottanta sedili, costruiti lungo le mura castellane, sul lato del mezzogiorno di quello stradone a forma di anello, conservavano ognuno il nome dei singoli costruttori e dei proprietari.
I primi tre erano riservati a coloro che, nelle corse dei cavalli, dovevano sorvegliare e dare il segnale. I numeri dal 4 al 15 erano riservati ai rioni della città, cioè a quelle persone dei popolo che, non avendo un sedile familiare, volevano assistere alle corse.
Ecco i nomi dei rioni: 4 Spada 5 Pugilli 6 Piazza Vecchia 7 Mora 8 Goti 9 Franceschi 10 Faldenghi 11 Croce 12 Contrastanga 13 Campi e Sparagli 14 Ammanniti 15 Abbadia. Seguivano quindi i sedili privati fino al numero 80.

I Canapè in funzione
Era da pochi mesi che i Folignati avevano la loro bella passeggiata, adorna dei comodi sedili, quando si presentò l'occasione opportuna per una festa che doveva essere l'inaugurazione ufficiale. L'occasione fu l'ingresso del nuovo vescovo Gaetano Ginanni, patrizio ravennate, avvenuto nell'aprile dei 1778.
Queste feste erano sfarzose e gaie secondo i gusti dei tempo: cortei, processioni, addobbi delle vie, archi trionfali, musiche, poesie, luminarie, rinfreschi, banchetti. Un numero speciale di questi festeggiamenti fu la corsa dei cavalli e delle cavalle col fantino ai Canapè.
Un testimone oculare, Alessandro Barnabò, racconta tutti i festeggiamenti per questo ingresso in una relazione poi data alla stampa ...... "si pensò di dare ulteriori dimostrazioni di rispetto con qualche spettacolo come la corsa dei cavalli con sopra il fantino per il piacere degli spettatori.
Il giorno fu molto sereno, c'era molta gente fra paesani e forestieri, venuti dalle vicine terre, c'erano le diverse bandiere delle contrade, c'erano varie carrozze con dentro dame e cavalieri che presero posto sui maestosi sedili Canapè dove si trattenne anche il nuovo Vescovo."
Feste simili a questa, si tennero per tutto il decennio seguente e vi furono molti provvedimenti per l'abbellimento ed il miglioramento del posto. Sul lato settentrionale della passeggiata dei Canapè, c'era un monastero di monache di clausura e la madre Badessa, per la paura che i Canapè divenissero un ritrovo di mondanità e di scandalo, scrisse una lettera al cardinale della S. Congregazione del Buon Governo a Roma lamentando che,vicino alla clausura, si era formata una strada "voluttuosa e clamorosa di maschere, suoni, corse e mondane canzoni."
La madre Badessa pregava quindi di prendere provvedimenti. I priori si difesero dalla Badessa, mettendo in evidenza che vi era un grande spazio tra la passeggiata e le mura dei monastero e che, nel monastero, vi erano poche finestre che servivano per prendere semplicemente luce e non per affacciarsi.
Tali finestre stavano vicino al tetto e non erano accessibili alle monache per cui non vi era motivo che potessero ne vedere ne sentire alcuna cosa capace di turbare la loro santa quiete. Così con buona pace delle monache ai Canapè si continuò a passeggiare, a correre, a divertirsi.

Un Papa ai Canapè
Gli avvenimenti principali, sia cittadini che nazionali, per tutto il secolo passato si intrecciano con la storia della passeggiata dei Canapè. Infatti si avranno le più caratteristiche manifestazioni del sentimento popolare in relazione con i grandi fatti della storia della città e della nazione.
Siccome il luogo è stato creato per il divertimento, si svolgeranno proprio qui le manifestazioni della gioia e dell'esultanza dei popolo. Il secolo XVIII sta tramontando in un rosso bagliore di rivoluzione e di sangue. Il secolo XIX si inaugura con due corse, il 28 e il 29 gennaio dei 1800. Un episodio importante, avvenuto alla passeggiata dei Canapè, è la visita del Papa Pio VII.
Infatti il 28 giugno del 1800 il Papa, da poco eletto, da Venezia si recava a Roma e trovò il tempo per fare un giro intorno alla nostra passeggiata. Intanto l'astro napoleonico brilla nel suo più splendido momento e qualche raggio illumina anche i nostri Canapè. Infatti, ricorrendo il 15 agosto la festa di S. Napoleone di cui porta il nome il più grande degli eroi, Napoleone 1, imperatore dei francesi e re d'Italia, per rendere riconoscenza a questo sovrano, vengono esternati i sentimenti di gioia nel modo migliore.
Così nel giorno 15 viene fatta una corsa, nella strada dei Canapè, di cavalle con fantino sopra. La sera ci fu una illuminazione generale nella città per dimostrare ancora di più la grande soddisfazione di vivere sotto le leggi dell'impero francese. Dalla Gazzetta Universale dell'anno sappiamo che i Folignanti si entusiasmarono molto per le cavalle e per la corsa. Feste di questo tipo ce ne furono anche nel 1810 e nel 1811.
La festa principale dei 1811 fu data in occasione della nascita dei figlio di Napoleone, il re di Roma, e tra gli altri numeri di un programma molto vario ci furono due corse ai canapè, ma ne corse, ne fuochi, ne illuminazioni valsero ad attenuare l'antipatia dei Folignati verso i Francesi. Non cessa tuttavia la cura dei Folignati per la loro passeggiata. Si hanno infatti memorie di restauri e di provvedimenti adatti a livellare enormi quantità di materiali ammucchiati.

Il Cardinale Pacca ai Canapè
Foligno papalina. Il cardinale Pacca ai Canapè.
I Folignati accolsero molto trionfalmente il Papa Pio VII reduce dalla prigionia di Francia dal suo viaggio di ritorno a Roma nei giorni dal 18 al 21 maggio 1814. Si pensa che metà dell'Umbria sia discesa a Foligno in questi giorni, oltre a numerosi toscani e marchegiani.
Il Santo Padre più volte si affacciò al balcone dei palazzo Vitelleschi per benedire il popolo che aveva riempito tutte le strade per salutare il pastore e implorarne la benedizione.
E I Canapè .......? Anche i Canapè parteciparono alle feste, infatti, oltre alle stupende illuminazioni della città per tre sere consecutive, a spese del pubblico, il giovedì 19 maggio fu incidentata, nella Piazza dei Canapè, una superba macchina di fuochi artificiali e il sabato, lungo la passeggiata, ci fu la corsa dei cavalli.
Anche nel novembre del 1824 ci furono speciali festeggiamenti in onore del Cardinale Bartolomeo Pacca, Protettore di Foligno, il quale, da un palco speciale, assistette alle corse e ad altri divertimenti.
Nel 1827, sempre ai Canapè ci fu la Giostra della vaccina e del toro nella quale entravano come concorrenti anche dei cani.

Il Principe Umberto ai Canapè
Nel 1825 il Comune di Foligno era padrone universale dei Canapè. Nel 1834 il Comune deve stanziare nel suo bilancio 50 scudi all'anno per tre anni per la manutenzione della passeggiata. Nel 1839 il Comune dovette spendere 300 scudi per lavori di rialzo al prato e per liberarlo dalle acque stagnanti.
Nel 1853 si piantano numerosi alberi, nel 1857 si livella la strada, nel 1859 si pone un cancello in via della Vignola con il duplice scopo di rendere la passeggiata più sicura e di chiudere la scappatoia ai contrabbandieri del dazio tra Porta Romana e S. Maria...
Nel 1861 viene aperto il " Caffeaus" dei Canapè tra le mura dell'antica torre della Montanara, assiduamente frequentato dai Folignati. Nel 1868 vengono apposti altri cancelli dalla parte di porta di S.Maria, si riparano vari, sedili, si fanno altri miglioramenti con la piantagione di nuovi alberi e si nomina un custode dei Canìpè con il salario annuo di L.450.
Tra le varie feste dei Canapè è da ricordare un incontro di 500 persone nel 1847 per celebrare l'amnistia politica concessa da Papa Pio IX all'inizio dei suo pontificato.
Negli ultimi anni del governo pontificio si ricordano due feste ai Canapè: la prima nel 1856 in onore del Cardinale Alessandro Barnabò con corse, illuminazioni e accensioni di giochi pirotecnici; l'altra nel 1857 in occasione dell'anniversario della coronazione di Pio IX. Il 21 ottobre 1860, sul palazzo dei Comune, si innalzò lo stemma sabaudo che segnava l'annessione dell'Umbria al regno dei Savoia e dopo poco anche i Canapè erano in festa.
Nel 1861 i Canapè furono onorati della visita dei Principi reali Umberto e Amedeo di Savoia i quali assistettero alla festa campestre data in loro onore dal Comune allietata da ben sei bande musicali. Così terminano "i fasti illustri" dei Canapè.

Terremoto 1832 e le esecuzioni
Il 27 ottobre dei 1831 iniziò quel terribile terremoto rimasto celebre negli annali della nostra città. Le scosse si ripeterono, più o meno rovinose, fino alla fine del 1832 culminando il 13 gennaio dello stesso anno con un terribile terremoto ondulatorio che provocò danni gravissimi.
La maggior parte della popolazione abbandonò le case e cerco scampo ai Canapè dove si improvvisarono rifugi di fortuna. Il bivacco ai Canapè durò ancora per parecchio tempo finché non furono riadattate le abitazioni pericolanti.
Il prato dei Canapè fu teatro di più tragiche scene, forse in connessione con l'antico costume, per cui, in questo campo nel Medio Evo si eseguivano i giudizi di Dio, si continuò, in tempi moderni, ad eseguire le sentenze capitali.
Dalla seconda metà del 700 alla seconda metà dell' 800 si hanno documenti che rivelano tre esecuzioni qui avvenute: la prima l'8 marzo 1769: fu impiccato un giovane di 36 anni che aveva ucciso, a scopo di rapina, un sacerdote e un vetturino; la seconda il 22 agosto 1812: fu ghigliottinato un giovane di 26 anni; la terza il 14 maggio 1850: furono fucilati 5 individui tutti in giovane età per associazione a delinquere.

Esibizioni ai Canapè
Circhi cavallerizze ed esibizioni varie ai Canapè
I Canapè dalla seconda metà dell'800, assunsero la caratteristica di un luogo riservato e destinato ai divertimenti popolari. Era diminuita a poco a poco la passione dei Folignati per le corse col fantino ed erano aumentate le concessioni dei Canapè ad imprese forestiere che, con varie esibizioni, venivano ogni tanto a Foligno a rallegrare il pubblico.
Fin dal 1834 si ha notizia di un "gran circo Guillaume" che eseguiva giochi indiani e barchette cinesi. Tra gli artisti c'era un certo Giuseppe Tardini che faceva il salto mortale sul cavallo e una ballerina che saltava sopra il cavallo.
Nel luglio del 1864 lavorava ai Canapè una compagnia equestre"mimo-ginnastica" e anche nel 1865 ci lavorò un'altra compagnia che eseguiva esercizi che davano brividi sia col trapezio americano che con il ponte di ferro. Nel 1876 nel mese di aprile un podista si misurò in una certa corsa pedestre con un cavallo lanciato al trotto percorrendo gli stradoni che formano il giro dei Canapè per dieci volte a beneficio del l'asilo infantile.
Nel 1878 agiscono tre compagnie equestri mentre nel 1879 una società di mandolinisti romani venne a tenere un concerto all'aperto ai Canapè.
Nel 1882 una compagnia mimo-ginnasta dà vari spettacoli a beneficio della costruzione dei monumento a Garibaldi. Nel 1883 ci fu un festival a beneficio dei superstiti del terremoto d'Ischia e ci furono anche dei fuochi d'artificio. Nel 1886 ci fu uno dei primi concorsi ippici con esposizione e fiera dei cavalli ai Canapè e corse in piazza.
Sempre nel luglio di questo anno ci fu la compagnia di una signorina che si presentò con uno spettacolo ed degli esercizi straordinari e fantastici come la danza sul filo metallico e di giochi sul trapezio. Nel 1906 si ebbe ai Canapè una delle prime rappresentazioni dei cinematografo moderno con un programma di corti metraggi quasi tutto comico.

Sport ai Canapè
Aeronautica e Ciclismo ai Canapè
Al pubblico dell'800 furono molto gradite le corse dei cavalli col fantino, circhi equestri, esibizioni atletiche e simili manifestazioni. Ma già nella seconda metà dei secolo l'attrattiva degli appassionati a queste forme di divertimento popolare si va orientando verso prove più ardue dell'ardirnento umano.
Una donna, Anna Maria Mayer, nel settembre dei 1858 dà ai Folignati, forse per la prima volta, l'emozione di vederla salire nel cielo con un pallone libero.
Nel 1862 l'impresa del pallone non riuscì e, giunta a 400 metri, cadde giù verso Sant' Eraclio senza danni per la donna. Un bravo acrobata ed acronauta fu a Foligno nel 1866 e nel 1868. S'innalzò fino a 500 metri, appeso con una mano ad un fragile trapezio che pendeva pochi metri dal pallone e mentre il pallone volava, questi faceva giochi, salti e capriole.
Questi aeronauti offrivano ai più arditi la possibilità di iniziarsi al volo perchè qualche volta prendevano posto nella navicella dei passeggeri. Intanto si andava facendo sempre più popolare quel nuovo, facile, economico mezzo di trasporto che è la bicicletta chiamata all'inizio velocipede.
Quando il ciclismo cominciò a diventare lo sport preferito dalle masse, anche Foligno si mise in gara con le altre città d'Italia per favorirlo e diffonderlo. Nel 1889 si fondò una società o Club velocipedistico e si diede inizio ai lavori per la costruzione di una pista ai Canapè dove si potessero svolgere le corse progettate.
Gare di maggiore importanza si svolsero nel settembre e nell'ottobre dei 1891. La pista dei Canapè, che aveva, uno sviluppo di m.555 continuò ad attrarre i ciclisti umbri ed i tifosi Folignati per parecchi anni.