Protettore di Foligno: S. Feliciano 
S. Feliciano nacque nel 169 a Forum Flamini. Fu vescovo di Foligno e apostolo dell'Italia centrale. Il Santo morì martire durante la persecuzione di Decio il 24 gennaio del 254. Intorno al sepolcro (nexta Fulginiam Civitatem) si sviluppò la città che fu detta anche "Civitas Sancti Feliciani." Secondo la leggenda, dopo essere stato a lungo torturato, Feliciano venne incatenato ad una biga e trascinato dai cavalli al galoppo, fino alla morte.
Si è parlato del rapimento dei corpo di S. Feliciano ad opera dei soldati dell'imperatore Ottone, del trasferimento a Metz e della restituzione dei corpo.
La memoria del santo viene celebrata il 24 gennaio. In questa data a Foligno si svolge una solenne processione con la partecipazione delle diverse associazioni artigiane locali.

Al martirio di San Feliciano viene associato quello di Santa Messalina (Foligno, 235 – Foligno, 23 gennaio 249) vergine e martire cristiana umbra.

"Tu, Feliciano, stella del firmamento umbro, risplendi amicalmente sulla nostra terra.
Difendi Foligno, che con devota pietà ti invoca come suo vero padre.
Corrobora i nostri cuori con la fede incontaminata e forte dei nostri padri: che nessuna arroganza e nessuna insidia dei nostri tempi folli possa mai distruggerla!"
Preghiera del Papa Leone XIII a San Feliciano.


Oltre a S. Feliciano, attraverso i secoli, sono stati invocati altri santi come compatroni della città.
Nel 1628, con una deliberazione dei Consiglio, Foligno fu proclamata "Città della Vergine." Il culto della Madonna è antichissimo. 
La chiesa di Santa Maria Infraportas e di Santa Maria in campis lo provano.
Da sottolineare che, a Foligno, la Madonna è stata venerata con il titolo di Assunta da tempo immemorabile. La cappella dei S.S. Pietro e Paolo nella basilica di Santa Maria lnfraportas è dedicata proprio alla Madonna Assunta; è una delle prime in senso assoluto. 
Il primo degli altri compatroni, in ordine di tempo, è San Vincenzo, riconosciuto nel 1454. San Vincenzo di Siria è uno dei trecento cristiani che nel 515 vennero in Italia.
Alcuni si stanziarono anche a Foligno. I più noti sono:
San. Florenzio e S. Vincenzo, ambedue sepolti in Cattedrale. San Vincenzo nel 523 fu insignito come vescovo di Foligno da Papa Giovanni I, morì il 24 maggio 551. In detto giorno la diocesi di Foligno lo ricorda nel proprio calendario ecclesiastico.
Nel 1662 fu dichiarato compatrono della città S. Francesco d'Assisi, al quale la città di Foligno è legata da tante memorie, dalla vendita dei panni in Piazza Grande, alla composizione dell'ultima parte dei Cantico delle Creature presso il convento di San Matteo. Nel 1663 il Consiglio Centunvirale accolse la richiesta di proclamare compatrono della città San Nicola da Tolentino.
San Nicola (1256 - 1306) fu eremita agostiniano, predicatore instancabile. Oltre ad essere patrono della città di Tolentino, è venerato come protettore delle anime che si trovano in Purgatorio. 
Nel 1716 fu assunto tra i compatroni San Giacomo della Marca, frate minore osservante, che aveva predicato la Quaresima del 1445 a Foligno. Aveva dimorato nel convento di San Bartolomeo.
Era morto a Foligno nel 1464. Nel 1741 fu riconosciuto compatrono della città S. Andrea Avellino. Fu un uomo colto, versato negli studi giuridici e teologici. Fu un valido artefice della riforma cattolica in Italia ed operò a Napoli, Roma e Milano.
Il 10 novembre 1608 a Napoli fu colpito da un attacco di apoplessia ai piedi dell'altare mentre si accingeva a celebrare la Messa. Morì lo stesso giorno. E' invocato come protettore contro la morte improvvisa. Nel 1755 fu riconosciuto compatrono Beato Placido da Foligno, il quale, dopo la morte dei genitori, visse a Recanati con lo zio.
Era nato nel 1338, entrò nell'ordine degli Apostoli fondato nel 47 a Milano dall'apostolo Barnaba e riformato da S. Ambrogio.
Nel 1781 fu dichiarato compatrono San Costanzo, uno dei tre protettori di Perugia che vi era nato nel 1145 e che morì martire al trivio di Foligno nel 75. Fu vescovo di Perugia. 
L'ultimo compatrono riconosciuto è S. Emidio. 
Nel 1832, dopo i terribili terremoti, l'autorità ecclesiastica propose, ed il Consiglio Comunale accolse la volontà 
di mettere la città sotto la protezione di S. Emidio, venerato come protettore contro i terremoti.