Nel 1300 Foligno è già città di transito per i mercanti fiorentini e per le toro merci, in particolare per i tessuti. C'è chi si dedica alla lavorazione e tintura dei tessuti e chi alla lavorazione della seta. Questa si sviluppò in particolare nel 1400; inizialmente i bozzoli venivano importati dal Regno di Napoli e la filatura era compiuta a mano. Dal 1559 si introdusse a Foligno il filatoio e torcitoio idraulico, acquistato dalla famiglia Orfini.
Il prodotto più diffuso nel 1500 era il velluto nero, operato e semplice, ma anche rosso, giallo e rosino. Era diffuso anche il taffettà nero, "capecciola" nera, raso, damasco, verzino, ormesino. Nel 1852 esisteva anche un mercato dei bozzoli; la filanda Filippo Salari era nota per la seta bianca e gialla.