DIZIONARIO DI ERUDIZIONE STORICO - ECCLESIASTICA DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI COMPILATO DAL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ GREGORIO XVI. MDCCCXLIV (1844).

Fu dominata questa città da diversi signori, e primieramente dal suo edificatore e suoi discendenti, quindi dai re di Toscana, che ad un tempo signoreggiarono tutta l'Umbria. L'anno 488 dell' edificazione di Roma fu sottoposta con tutta l' Umbria e Toscana ai romani, che la dominarono sino all'anno 710, cui successe Giulio Cesare e gl'imperatori suoi successori. Nel detto anno 488 Foligno fu dai romani elevata al grado di prefettura, e nel 492 a quello di municipio, divenendo una delle quindici città dell' Umbria confederate de' romani, che nel 668 aggregarono i folignati alla loro cittadinanza, e alla tribù Cornelia; indi, come meglio si dirà, Foligno passò sotto il dominio degli invasori d'Italia, de' duchi di Spoleto, e de' romani Pontefici, signoreggiandola pure i Trinci. Il Jacobilli nel più volte citato Discorso, a pag. 40 e seg. riporta l'erudito catalogo de' governatori e rettori di Foligno, come di quelli che in vari tempi hanno dominato la città.

Nel governo dopo l'espulsione de' Trinci i Pontefici vi spedirono un prelato o vescovo coll' antico grado di prefetto di Foligno, con giurisdizione su Nocera ed altri luoghi dominati prima dai Trinci. Indi successero i governatori luo gotenenti dei cardinali legati, venendo fatto governo separato nel 1519, il perchè da Clemente VII in poi fu retta dai governatori effettivi, siccome lo è tuttora. Il medesimo Jacobilli a pag. 59 e seg. ci dà il catalogo de' podestà di Foligno, avvertendo che i Papi costumarono governare Foligno per dà prelato governatore, e per un dottore in legge di sperimentata idoneità per podestà. L' offizio e il tribunale del podestà fu eretto in Foligno nel 1198 con suprema potestà di mero e misto impero.

L'elezione spettava ai consiglieri del comune. Il podestà durava nella carica un anno, indi soli sei mesi a beneplacito de' medesimi consiglieri, promovendosi per l' ordinario a tale offizio personaggi chiari per nobiltà e valore: talvolta erano eletti a podestà gli stessi cittadini di Foligno delle più benemerite famiglie, ed in seguito divenne sì onorevole la dignità, che l' esercitarono signori potenti, e persino imperatori, e re di Napoli, invitandone i Papi i consiglieri ad eleggerli. L' autorità e tribunale del podestà era differente da quello di capitano del popolo, e del gonfaloniere di giustizia, o signore e poi governatore della città ; poichè al podestà spettavano le prime cause, e quelle sentenziar per giustizia: al capitano appartenevano le appellazioni delle seconde istanze, e però quando verso il 1400 fu soppressa la dignità di capitano, in sua vece venne stabilito il giudice delle appellazioni. Al signore e poi al governatore spettava la cognizione definitiva delle terze istanze, come il far grazia, segnar le suppliche, e simili. 

In progresso di tempo fu ristretta l' autorità e la provvisione del podestà, continuandosi l'elezione dei consiglieri, mediante l'approvazione della sagra consulta, o del cardinale sopra intendente dello stato ecclesiastico. Di poi anche l' ufizio e tribunale di giudice delle appellazioni restò abolito, concentrandosi la giurisdizione nel governatore della città.
Il magistrato civico della città componevasi di sei priori del popolo, i quali vestivano di scarlatto rosso, con residenza nel palazzo del comune, ove amministravano la giustizia: il consiglio de' nobili denominato centumvirale amministrava quelle cose spettanti alla sua giurisdizione della città e territorio. Al presente avvi il gonfaloniere capo del magistrato civico, coi deputati e consiglieri, come hanno tutte le città dello stato pontificio, secondo le odierne leggi. La città prese per arme un giglio d' oro in campo rosso; altri dicono che avendo i folignati ricevuto con onorevoli distinzioni Carlo VIII re di Francia, questi gli dasse per impresa un giglio d' oro risplendente in campo rosso.

All' invasione de gli imperiali francesi, nel 1809, Foligno divenne capoluogo d' un circondario del dipartimento del Trasimeno, e sede d' un tribunale di prima istanza. Vi fu poi stabilita la direzione centrale delle dogane, che tenne lungamente gli uffizi di amministrazione negli ameni casini Baldella, entro il piccolo villaggio di Pescara, lontano per una lega all' est della città. Vi si istallò eziandio il tribunale prevostale pei contrabbandi di estesissima giurisdizione. Un liceo di privata fondazione militarmente organizzato nel convento eremitano di s. Nicolò acquistò in pochi anni qualche fama.
L' alta mercatura però, attese le circostanze della guerra, decaduta col secolo XVIII, non è più risalita all'apice, che aveva sì felicemente attinto, e delle antiche casse bancarie note all'Europa intera, non rimane che l' onorevole rimembranza. Attualmente in Foligno oltre il governatore distrettuale di prima classe, avvi il tribunale di prima istanza, erettovi dal Papa che regua, per le cui generose con cessioni non solo vi si è ampliato il tribunale di commercio di antichissima istituzione, ma aggiunta puranco una camera di commercio, pregi i più singolari cui città mediterranea possa aspirare.

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