DIZIONARIO DI ERUDIZIONE STORICO - ECCLESIASTICA DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI COMPILATO DAL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ GREGORIO XVI. MDCCCXLIV (1844).

Al distretto di Foligno appartengono ancora i governi di Spello, Assisi, Roccra, e Gualdo Tadino (Fedi). Il proprio governo poi non comprende che gli appodiati di Colfiorito, Rasiglia, e Scopoli.
Novera poi nella sua amministrazione municipale sessanta villaggi, fra i quali sono a ricordarsi Pale, situato all' est in distanza di due leghe, per le sue grotte ripiene di stallatiti, e pei diversi opifici attivati dal piccolo fiume Menotre, che nella sottoposta valle vi forma varie cadute d' acqua; Capodacqua, per elevarvisi dappresso l' eminenza chiamata Colfonaro ove nacque s. Domenico abbate; e s. Eraclio al sud con antico castello e torre, ove le truppe acquartiera vansi, perciò detta Statio Fulginas, per trovarsi ad una lega assai scarsa dalla città, sulla strada romana, ed essere ornato da due vaghe chiese, tenendovisi fra l'anno parecchie fiere. Questo paese rispetto al murato castello, esisteva ancora nel 300, giacchè in quell'epoca vi fu martirizzato Eraclio, uno de' soldati pagani del castello stesso. Del territorio di Foligno, come dì quelo della sua diocesi, de' principali suoi prodotti, de' fiumi che l' innaffiano, ed altre cose relative, ne discorre il Jacobilli nel menzionato libro, a pag. 11 e seg.

Nei suburbani dintorni di Foligno si trovano, il monastero cassisse intitolato a s. Feliciano, il quale fu posto sull' eculeo nella colonna di marmo, che esiste alla croce bianca, e fu quindi trascinato sino a quel campo che denominossi Mormonzone ove spirò, in memoria di che a pubbliche spese fu edificata la chiesa, e data poi ai monaci in cura; il monistero degli Olivetani, assai grandioso, posto in mezzo alla prima campagna, e detto perciò di s. Maria in Campis. Lodovico Jacobilli ci die la Cronaca della chiesa e monistero di s. Maria in Campis, detta anche di s. Maria Maggiore fuori della città di Foligno, ivi 1653 appresso Agostino Alteri. Avvi il convento dei minori osservanti posto su d' una vaga collina, e denominato di s. Bartolomeo, da dove, varcandosi angusta valle, si giunge alla Fonte Marana di limpidissime e saluberrime acque; poco distante, ed in situazione più amena ed elevata avvi il convento de' cappuccini. Nel sovrapposto monte vi è l' antica abbazia e monistero di s. Croce di Sassovivo, costruita verso il 1070 o 1080 da Mainardo monaco cassinese di santa vita, di molta dottrina, istitutore di una riforma di monaci benedettini, che poi divenne capo di congregazione, prendendo il nome di Congregazione di Sassovivo di Foligno, con parecchi monisteri sotto di sè.

In questa abbazia a' 17 luglio 1313 morì il b. Alana di Germania monaco dottissimo, e tra quelli che vifiorirono rammenteremo il b. Alberto, Giovanni, Dionisio, Pietro, Michele abbati e monaci della medesima, in cui menarono vita eseroplarissima. Inoltre l'abbazia fu grandemente arricchita dai Trinci; nel pontificato di Benedetto XII passò in potere de' cisterciensi, e quindi degli abbati commendatari, fra' quali il cardinal Marco Barbo che la divise in commenda cardinalizia, ed in abbazia monastica. La prima fu da Pio VII riunita alla mensa arcivescovile di Spoleto, e la seconda fu dal regnante Gregorio XVI conceduta per aumento di dotazione alla mensa episcopale di Foligno. Il suddetto Jacobilli coi memorati tipi nel 1653 pubblicò la Cronica della chiesa e monistero di s. Croce di Sassovivo nel territorio di Foligno.

Nel territorio di Popoli, fra i monti, a tre leghe di distanza da Foligno è il santuario di s. Pietro detto de' Cancelli, ove pia tradizione addita una pietra santificata dal contatto del principe degli apostoli nel suo pio pellegrinare, concorrendovi con fiducia ad implorare la sanità le persone afflitte da malori reumatici. Non abbonda Foligno di archeologici monumenti, ma pure ne' dintorni dis. Maria in Campis si sono operati utilmente degli scavi, e si scuoprirono alcune camere lastricate a mosaico, gli avanzi d'un tempio dedicato ad Ebe dea della gioventù, avanzi di acquidotti, strade dette ad antico di ferro, iscrizioni, marmi figurati, e lumi eterni.

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