DIZIONARIO DI ERUDIZIONE STORICO - ECCLESIASTICA DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI COMPILATO DAL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ GREGORIO XVI. MDCCCXLIV (1844).

Di altri avanzi d'antichità ne parla il Jacobilli a pag. 17 del suo Discorso, il quale inoltre afferma che in questo antichissimo sobborgo eranvi sontuosi casini di delizie, con amenissimi giardini, che le belle arti avevano adornati magnificamente. A due leghe dalla città per la via consolare di Nocera trovasi sul Topino il ponte Centesimo, designato da Giulio Cesare per additare la distanza precisa di cento miglia da Roma.

Dei pregi della città e diocesi di Foligno il concittadino Lodovico Jacobilli, nel 1646, colle stampe di Agostino Alteri, pubblicò il memorato Discorso della città di Foligno, colla cronologia de' vescovi, governatori e podestà; ed il catalogo de' suoi conventi e monisteri, con l'indice de' castelli e villaggi del territorio e diocesi folignate. Che Foligno in alcun tempo mai cercò fuma prepotente di dominazione sulle vicine città, ma solo ne' civili consigli della pace, negli studi piacevoli ed utili delle lettere, nelle laboriose investigazioni delle scienze, nell'attività dell' industria, e che contenta si mantenne di un nome onorato e tranquillo, il dimostrò il patrizio folignate Giacomo Frenfanetti, nella erudita Orazione, che nell' accade mia Fulginia de' 6 aprile 1823 pronunziò per l'esaltazione del cardinal Viviano Orfini, pubblicata nel 1829 in Foligno dalla rinomata tipografia Tomassini.

Foligno o Fuligno, in latino Fulginea o Fulginium, forse da fulgeo per la sua splendidezza, o Fulcinia, da fulcire, per la sua fortezza, nomi di cui rende ragione il Jacobilli a pag. 3 e seg., il quale pur dice essergli derivato da Fulginio fondatore della città, ivi riportando il nome degli storici e geografi che parlano del sito ove sorge, e non altrove come alcuni opinarono; così a pag. 9 discorre della sua deliziosa posizione, muraglia, fortificazioni e temperatura, come dellasua topografica di visione civile ed ecclesiastica. Tuttavolta va notato, che il lodato ingegnere Rutili - Gentili, nel suo Saggio storico, ai capi I e II, con giuste osservazioni ci dà molti interessanti schiarimenti sulla posizione dell'antica Fulginia, e sue attenenze suburbane, alquanto diversa dalle testimonianze de'precedenti storici, come della situazione e struttura del primitivo tempio.

Non si deve tacere che alcuni scrittori contrastarono alla città di Foligno una propria e rimota origine; ma le testimonianze veridiche ed onorevoli di Marco Porzio Catone, di Marco Tullio Cicerone, di Giulio Cesare, e di altri tolgono ogni dubbio a qualunque contraria opinione, come di quegli storici che ne attribuirono la fondazione ai celti della Liguria, che poi si dissero umbri, 727 anni avanti l'origine di Roma. Il Jacobilli narra, coll'autorità di parecchie storie e monumenti antichi, che Foligno fu edificata dagli antichi umbri, discacciati dai tirreni, detti poi tonsci o toscani, e che il principale edificatore suo chiamossi Fulginio, o Fulcinio, uno dei loro primi capitani, donde ne prese la denominazione, ovvero perchè ben presto rifulse e risplendette tra le città e luoghi della regione.

Assegna a tale edificazione l' epoca dell'anno circa il 2482 della creazione del mondo, al tempo di Tirreno re di Toscana, e poi d'Italia. Per illustro che si procacciò la città vuolsi che dominasse sui popoli di dieci limitrofe città. Dicemmo già che Foligno venne dai romani noverata tra le quindici città umbre loro confederate, e ch'ebbe successivamente gli onori della cittadinanza romana, con ascrizione alla tribù Cornelia, e i gradi di prefettura e municipio. I folignati somministrarono ai romani di frequente armate genti , massime nella spedizione africana di Pisone, negli aiuti che questi portò a Publio Cornelio Scipione, e nella battaglia di Canne combattuta dal cartaginese Annibale. Lucio Roscio da Foligno fu valoroso cavaliere, e generale di Giulio Cesare nella guerra contro le Gallie.

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