DIZIONARIO DI ERUDIZIONE STORICO - ECCLESIASTICA DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI COMPILATO DAL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ GREGORIO XVI. MDCCCXLIV (1844).

Più volte la città fu saccheggiata e rovinata. La prima fu l'anno di Roma 445, quando i folignati uniti ad altri umbri e toscani marciarono contro quella città, e venendo disfatti dal console Fabio Massimo, questi portò poi la rovina sui luoghi nemici, che rinnovò l'anno 458 per essersi uniti i folignati a danno de' romani anche coi galli-senoni e coi sanniti. Dopo che Annibale l'anno 536 di Roma vinse i suoi eserciti, ed uccise il console C. Flaminio, avviandosi per Roma punì la resistenza di Foligno con ismantellarne le mura, e manomettere il territorio. La città venne poi restaurata da Scipione vittorioso de' cartaginesi. Nell'anno 566 di Roma C. Flaminio figlio del precedente, colle pingui spoglie delle vittorie che riportò sui liguri frisinati ed apuani, edificò nel l'Umbria, circa due miglia distante da Foligno, una città che dal proprio nome chiamò Foro Flaminio; riedificò le mura di Foligno rovinate dai cartaginesi , e dai suoi schiavi fece lastricare la strada che per lui fu detta Flaminia, incominciata già da Roma dal di lui genitore.

Ricevè Foligno altri gravi danni e saccheggiamenti dalle fazioni contrarie nelle guerre civili de' romani, dappoichè nell'anno di Roma 663 aderì con altre città dell' Umbria ai marsi, popoli del Lazio, nella guerra sociale a danno de' romani , per cui L. P. Catone molto la danneggiò. Tre anni dopo aderì a Caio Mario, contro il dittatore Silla; nell'anno 704 di Roma parteggiò per Pompeo, ed otto anni dopo seguì il triumviro Marc'Antonio. Altri danneggiamenti provò Foligno nella nostra era, siccome posta in luogo per cui si passa recandosi a Roma. Alarico re de'visogoti nel 4I2, Gcnserico re de' vandali nel 452, Attila re degli unni nel 453, Odoacre re degli eruli nel 470, occuparono un dopo l'altro, e rovinarono Foligno, come pur fece il re Teodorico. 

Totila re degli ostrogoti nel 546 se ne impadronì, ma Belisario la ricuperò all' impero l'anno 550, facendo altrettanto Narsete quando la prese a Teia ultimo re goto. Nel 571 Alboino re de' longobardi avendo occupato tutta l' Umbria, costituì il ducato di Spoleto comprendendovi Foligno, ove i duchi mandarono a governarlo sino al 1198 un luogotenente e giudice. Agilulfo e Luitprando, altri re longobardi, portarono danni alla città. Quest'ultimo portò larovina alle città di Foligno e di Foro Flaminio nella guerra che fece al duca di Spoleto Trasmondo, cui tolse il ducato per darlo al suo fedele Ildebrando. Quindi si può fissare la riedificazione di Foligno verso la metà o termine dell' VIII secolo.

Questa città ricevè notabile accrescimento dagli abitanti di Foro - Flaminio, la cui città nel 740 fu pure rovinata dai longobardi, le cui vestigia si vedono tuttora ne' dintorni della rurale parrocchia, che corrottamente si disse Forflamma, ed oggi s. Giovanni Profiamma, restando una lega distante sulla destra riva del Tupino : si racconta che ol' epoca longobardica Foro-Flaminio sostenesse lungo assedio con sommo valore ed intrepidezza. Nel 781 Carlo Magno donò alla Chiesa romana il ducato di Spoleto, colle sue dipendenze, insieme a questa città.

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