DIZIONARIO DI ERUDIZIONE STORICO - ECCLESIASTICA DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI COMPILATO DAL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ GREGORIO XVI. MDCCCXLIV (1844).

Molto soffrì Foligno nell'840 dai saraceni, e dagli ungari nel 915 e nel 924. Verso l'anno 1160, ai tempi di Federico I imperatore, Foligno fu ampliata con altra contrada allora fuori della porta dell'abbazia, che però si chiamo nova civitas Fulminei, vet nova civitaa Abbatiae, per essersi edificati gli edifici presso un'abbazia de' benedettini, ch'era nella chiesa di s. Salvatore. Divenuto nel 1198 Pontefice Innocenzo III, rivolse il suo grande animo a ricuperare alla Sede apostolica tutta l'Umbria, compresa la città di Foligno. D'allora in poi i Papi governarono il ducato di Spoleto per un rettore, il quale delegava al governo di Foligno un luogotenente. Di poi Corrado Guiscardo, capitano di Federico II, con grosso esercito entrò nell' Umbria, e per quell' imperatore nel 1227 occupò Foligno, e ne fu fatto signore, discacciando molti folignati di parte guelfa. Ma nell'anno seguente il cardinal Giovanni Colonna legato di Gregorio IX, alla testa delle milizie della Chiesa, e coll'aiuto di questi folignati, capo de' quali Trincio di Berardo Trinci già capitano di Onorio III, discacciò Corrado dalla città, e la restituì al dominio pontificio. Non andò guari che nel 1235 la riprese Federico II, e vi lasciò per suo vicario e prefetto il medesimo Corrado, che nel 1239 i guelfi dell' Umbria e di Orvieto espulsero, restituendo la città a Gregorio IX.

Tuttavolta nell' istesso anno Enzio re di Sardegna, figlio di Federico II, la sottopose alla sua dominazione. Tommaso di Aquino napoletano, conte d'Acerra ed avo di s. Tommaso, capitano generale di Federico II, entrò in Foligno l'ultimo di gennaio 1240, in compagnia delt'imperatore, che fu ricevuto con grande onore qual signore della città; quindi l'augusto ne nominò vicario il conte Tommaso, discacciandone Trincio di Berardo capitano de' guelfi, i quali sino al 1254 furono infrenati dal conte. Nel giugno di quest'anno, Bonifacio Fogliani da Reggio di Lombardia, rettore del ducato di Spoleto per Alessandro IV, con l'aiuto de' spoletini, de' perugini e di Trincio Trinci figlio del precedente e capitano de' guelfi, ritolse la città agli imperiali per la Chiesa, stabilendo suo vicario e vice-rettore Trincio, che restituì i guelfi chen'erano stati discacciati. Anastasio di messer Filippo Anastasi folignate, essendo priore delle arti e del popolo, nel 1164 si pose alla testa de' ghibellini, e con l' aiuto degli imperiali occupò la città , reggendola con molta asprezza col titolo di gonfaloniere di giustizia del popolo di Foligno sino al 1288, epoca di sua morte. 

Verso questo tempo Foligno si collegò con Terni econ parecchie altre città umbre, e nel 1281 i perugini l'aveano posta interamente a soqquadro. Dall'anno 1280 sino al 1291 si fabbricarono le nuove mura di pietre, tolte da Montaroni, luogo della villa di Carpello. Dentro a queste mura furono inclusi tutti i borghi ch'erano fuori della città, massime le contrade del ponte di Cesare, de'Pugilli abitato da quelli di Fuligni o Fulignano, e di Castel vecchio di Todi: vi fu pur compresa la contrada dell'Abbadia fuori di porta Romana, colle antiche porte della città delle quali se ne edificarono altre quattro. In tal maniera la città ad un tempo fu ampliata, abbellita e fortificata. I folignati dal 1289 in poi attribuiscono al patrocinio del loro principale protettore s. Feliciano, che la città non fosse più rovinata. Ad Anastasio nell'officio e tirannia successe il figlio Corrado, che dominò sino al 1303 in un ai fratelli Gerardo, Ermanno e Filippo, che essendo nemici de' Trinci, tra di loro e guelfi e ghibellini successero molte battaglie e danneggiamenti.

Però a Nallo figlio di Trincio, coi suoi guelfi e perugini, nel luglio 1305 riuscì di liberar la patria dal giogo degli Anastasi: fu quindi creato gonfaloniere e capitano del popolo, con libero dominio sulla città e territorio di Foligno, profittando dell' assenza di Clemente V che avea stabilita la residenza in Avignone. A Nallo nel 1323 successe nell'offizio e nel dominio il figlio Ugolino Trinci, ed a questi nel 1340 il figlio Trincio Trinci che divenne vicario della santa Sede.
Questa qualifica nel 1360 gli fu confermata dal celebre cardinal Egidio Albornoz spagnuolo, legato d'Italia.

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