DIZIONARIO DI ERUDIZIONE STORICO - ECCLESIASTICA DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI COMPILATO DAL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ GREGORIO XVI. MDCCCXLIV (1844).

Verso l'anno 1360 coll'autorità del cardinale fu eretta in Foligno una rocca, chiamandosi cassare con voce spagnuola, la contrada ove fu edificata: questa rocca fu demolita nel 1439, dopo l'espulsione de' i Trinci. Urbano V ai 30 novembre 1367 creò vicario di Foligno e suo contado per la santa Sede, il detto Trincio, col l'annuo tributo di uno sparviere; ed il successore Gregorio XI, come dicemmo, lo dichiarò generale della Chiesa, e signore di Bevagna, Limisano e Giano. Nel 1377 gli successe nel dominio Corrado Trinci. Ugolino primogenito di Trincio, dopo lo zio prese le redini della città nel 1386: Bonifacio IX a' 17 agosto 1392 lo creò vicario di Foligno, di Nocera e di Bevagna, Trevi, Giano, Montecchio, Castagnola, Colle del Marchese, e della rocca del ponte di Cerreto nell'Umbria, coll'annuo censo alla camera apostolica di mille fiorini d'oro.

Frattanto essendo i perugini stanchi delle fazioni di Bucarino e Raspante, pregarono Bonifacio IX di consolarli colla sua pontificia presenza. Il Papa vi si recò, e in passando per Foligno fu da Ugolino ricevuto col più grande onore. Giunse a Perugia a' 17 ottobre 1392, donde poi mal soddisfatto ne partì, fermandosi in Assisi sino a' 4 settembre 1393, donde per Foligno fece ritorno in Roma a' 15 settembre. Grato Bonifacio IX agli omaggi ricevuti da Ugolino ed agli aiuti contro i perugini, lo distinse col donativo della rosa d'oro benedetta. Al medesimo Ugolino il Papa Giovanni XXIII nel 1413 confermò il vicariato de' suddetti luoghi, aggiungendovi le terre di Bettona e di Montefalco, ed i castelli di Collemancio, Gualdo-Cattano, Castelbuono e Limisano. In oltre Ugolino acquistò Finno, Stiano, le rocche di Andolina, di Galestro, di Pasano e di Amandola.
Ladislao re di Napoli ne cercò l'amicizia, e gli die a vita in governo Lionessa. Nicolò Trinci primo genito di Ugolino gli successe nella signoria a' 2 giugno 1415; indi nel seguente anno acquistò la terra di Nolfa, e i castelli di Melace e Polino: ma per la sua tirannia co' sudditi, fu ucciso agli 11 gennaio 1421, con Bartolomeo suo fratello, nella rocca di Nocera. Successe l'altro fratello Corrado II, il quale nel 1425 comprò la terra di Piedeluco col suo lago, ed il castello di Miranda, e nel 1431 Vissuta.

Ma Corrado II per favorire i ribelli di santa Chiesa, esercitando duro dispotismo e tirannia co' sudditi, determinò il Pontefice Eugenio IV di mandargli contro colle milizie ecclesiastiche il celebre e vatoroso cardinal legato d' Italia Giovanni Vitelleschi patriarca di Alessandria, arcivescovo di Firenze, il quale co' famosi capitani di santa Chiesa Rinaldo Orsini, conte Everso dell' Anguilla1a, Nicolò Vitelli, Paolo della Molara ed altri, mosse contro i Trinci con settemila cavalli e cinquemila fanti, formando quattro campi , e si impadronì di Bevagna, Nocera e Trevi; ma Foligno sostenne vigorosamente per lungo tempo l'assedio, finchè gli stessi cittadini richiamando l'antica divozione, e stanchi della tirannica dominazione de' Trinci, risolvettero darsi volontariamente al Pontefice sotto speciali condizioni espresse nella capitolazione (il cui contesto conservasi nell' archivio comunale, e finora mai pubblicato), che proposta a detto legato, e pienamente da questo accettata, i medesimi agli 8 settembre 1439 posero al possesso di Foligno il cardinale legato, che fece prigione Corrado Trinci ultimo signor di Foligno; indi fece decapitare Corrado II co' suoi tre figli.

Foligno con tutti i luoghi dominati dai Trinci, tornò al pieno e diretto dominio della Chiesa romana, dopo avere i Trinci signoreggiato in Foligno per 134 anni. Dorio Durante scrisse l' Istoria della famiglia Trinci con memorie di Foligno, Nocera, Gualdo, Foligno 1638 per Agostino Alteri. Nel 1648 si fece una seconda edizione di questa genealogica storia della potente famiglia Trinci. Eugenio IV dichiarò rettore di Foligno e del ducato di Spoleto, a'9 settembre 1439, il cardinal Vitelleschi, il quale vi lasciò per luogotenente in Foligno, Pietro Vitelleschi cavaliere gerosolimitano, suo parente. Nel 1440 venne fatto governatore e prefetto di Foligno , e di tutti i luoghi già dominati dai Trinci, Mattia Fusci vescovo di Rieti, cui successe nel 1441 Lorenzo di Andrea degli Atti da Todi, scudiere di onore di Eugenio IV.
Quando il cardinal Domenico Capranica venne dichiarato legato di Perugia e del ducato di Spoleto, deputò in suo luogotenente e commissario di Foligno Troilo Verdilotti di Ascoli, ch'era giudice delle appellazioni di Foligno.

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