DIZIONARIO DI ERUDIZIONE STORICO - ECCLESIASTICA DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI COMPILATO DAL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ GREGORIO XVI. MDCCCXLIV (1844)

Carlo Emmanuele IV re di SardegnaNel 1797 i francesi fissarono in Foligno il quartiere generale, e per la sua comoda situazione vi restò per lungo tempo, divenendo per la sua centralità piazza d'armi. La città si mostrò in tutte le calamitose vicende amica dell'ordine e della pubblica salvezza, nè le cittadine spade permisero, che i molti anarchici ond'era circondata, s'insinuassero dentro le sue mura, ponendo anche a perigliosi cimenti l'ardita gioventù le proprie vite, mentre i seniori della patria sul di lei pericolo tenevano consulta. In Foligno le truppe regolari di ogni nazione vi ebbero sempre ospitale accoglienza. Intanto la divina provvidenza permise che al defunto Pio VI, nel 1800 si eleggesse in Venezia per successore Pio VII, a cui venivano restituiti i domini i della santa Sede, meno le legazioni.

Avendo stabilito Pio VII di restituirsi a Roma, partì da Venezia, ed ai 27 giugno, avendo seco in carrozza i cardinali Doria e Braschi, giunse in Foligno tra il tripudio de' cittadini, ricevuto dal vescovo Marc' Antonio Moscardini, dal civico magistrato, e dalle altre autorità, non che da diversi personaggi massime della gerarchia ecclesiastica. Recatosi alla cattedrale all' adorazione del ss. Sagramento, vi trovò il pio Carlo Emmanuele IV re di Sardegna, colla regina sua sposa la ven. Maria Adelaide Clotilde, e madama Felicita, i quali compiuta la sagra funzione, in cui il detto cardinal Giuseppe Doria die la benedizione colla ss. Eucaristia, nell'atto che Pio VII stava per alzarsi dal genuflessorio, con tanta prontezza e divozione prostraronsi a baciare i di lui piedi, ch' egli non potè impedirlo, restandone commosso ed edificato ciascuno de' numerosi spettatori.

Indi il Papa sì recò in sagristia ove s'intrattenne coi nominati tre reali personaggi, ammettendo al bacio del piede diversi arcivescovi e prelati, non che il capitolo, magistrato, nobiltà, e molti del clero e di altri ceti. Di poi il Pontefice passò ad alloggiare nell'episcopio in cui dette udienza a più distinte persone. La seguente mattina 28 giugno ricevette varie deputazioni de' circostanti luoghi, e gran numero di nobiltà d'ambo i sessi, e nuovamente i magistrati, capitolo e clero della città.

Nelle ore pomeridiane il Papa permise che le monache di tutti i monisteri di Foligno in due più ampli e comodi si riunissero: si portò a quello della ss. Trinità in Annunziata di francescane, ove eransi precedentemente recate in processione coll'accompagnamento di parecchie dame, le religiose benedettine dal monistero detto di Betlemme, le domenicane da quello del Popolo, le agostiniane dette le Nere da quello di s. Elisabetta, e le altre dello stesso ordine da quello della Croce, le francescane del terzo ordine da quel di s. Antonio, e le altre dette le Contesse da quel di s. Anna, unitamente alle maestre pie della dottrina cristiana, tutte ammesse dal Pontefice al bacio del piede. In questo istesso giorno, vigilia della festa dei ss. Pietro e Paolo, in considerazione del gran concorso de' forestieri, e ad istanza del vescovo Pio VII accordò l'uso de' latticinii; e restituì la visita ai nominati reali personaggi.

E siccome nel giorno seguente ricorreva la festività dei ss. Pietro e Paolo, celebrò privatamente nella cattedrale la messa, assistendovi i lodati coniugi. In questa circostanza nella cattedrale comparve più risplendente la gran statua di argento del patrono s. Feliciano, che da patrio zelo era stata preservata dall' avidità repubblicana degli stranieri invasori. Dopo la messa il Papa ascese il trono eretto nella piazza, e compartì all'immenso popolo l'apostolica benedizione; indi come nel giorno precedente ammise alla sua mensa i tre reali personaggi, i quali poi a' 2 luglio partirono per Ruma.

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