DIZIONARIO DI ERUDIZIONE STORICO - ECCLESIASTICA DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI COMPILATO DAL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ GREGORIO XVI. MDCCCXLIV (1844)

Pio VIINelle ore pomeridiane nel monistero delle suddette francescane, ossia delle cappuccine di s. Lucia, si riunirono le francescane di s. Caterina, le monache urbaniste di s. Claudio, ed i tre conservatorii delle oblate di s. Orsola, delle oblate filippine ed orfane, e delle penitenti, vi si portò pure Pio VII e le ammise tutte al bacio del piede, insieme a molte dame ed altre donne: tornato all'episcopio ricevè la ufficialità s1 imperiale austriaca, che la urbana. Nella sera come nelle precedenti ebbe luogo grande illuminazione. Pio VII benedetti replicatamente i buoni folignati, continuò nella mattina dei 3o giugno il suo viaggio per Spoleto.

Nel 1805 Pio VII di ritomo da Parigi, onorò nuovamente di sua presenza questa città, a' 13 maggio, venendo incontrato dal vescovo Moscardini, dal prelato Viviano Orfini folignate, dal magistrato, e dalle altre autorità, avendo avuto luogo la presentazione delle chiavi della città. Smontò alla cattedrale, ove ricevette col venerabile la benedizione da monsignor Gregori, prima dignità del capitolo, e passato nel palazzo priorale, da una loggia ben addobbata benedì il popolo, e poscia ammise al bacio del piede il clero, il magistrato, le autorità, molti nobili, dame, ed altre persone, partendo dopo le ore 19 per Spoleto, tra il plauso de' folignati, il suono delle campane, e della banda militare. ll magistrato ebbe l'onore di servire di mensa nel suddetto suo palazzo priorale il Pontefice: in altra tavola di sessanta coperte furono splendidamente trattati tre cardinali, il nobile pontificio corteggio ed altri personaggi; mentre la seconda tavola più numerosa fu contemporaneamente servita.

Nel partire dal palazzo priorale, Pio VII vide nelle scale con gradita sorpresa, che il gonfaloniere nobile Giacomo Frenfanelli colla magistratura, aveano eretto una iscrizione per eternar la memoria dell'alto onore concesso al pubblico folignate. Ancora un'altra volta Pio VII fu a Foligno, cioè nel 1814, ciò che andiamo a narrare.
Avendo gl'imperiali francesi prepotentemente occupato lo stato pontificio, nel 1809 osarono imprigionare Pio VII, trascinandolo qua elà per cinque anni, finchè nel 1814 fu restituito alla sua sede ed ai suoi sudditi. Questo ritorno fu un vero trionfo per la religione, e per quell'immortale Pontefice. Nel viaggio che questi imprese per Roma, dimorò in Foligno nel palazzo della nobile famiglia Vitelleschi fatto preparare dal marchese Carlo Giberti, per le ragioni che si leggono a p. 2.5 della Relazione che citeremo, cioè ne' giorni 17, 19 e 20 maggio, con inesprimibile entusiasmo di tutta Foligno per sì fausta circostanza, in cui il vescovo Moscardini ebbe per la terza volta la compiacenza di ricevere Pio VII. Una deputazione di cavalieri si umiliò al Pontefice alla case nuove; ed un miglio distante dal la città molti fra i più distinti cittadini, vestiti di uniforme, staccando i cavalli dalla carrozza pontificia, vollero con cordoni di seta tirarla sino la menzionato palazzo.

Si riunirono in quel punto ancora tutte le confraternite con croci di argento, e torcie accese, le quali con banda musicale precedettero il treno pontificio processionalmente. Alla porta della città il ceto nobile eresse un elegantissimo arco trionfale, con iscrizione analoga, e statue simboleggianti l' una e l'altra podestà. Giunto Pio VII a detta porta fu ricevuto da monsignor delegato, dal governatore, e reggenza provvisoria : ricevette alla custodia di sua sagra persona trenta guardie nobili vestite di uniforme nero, e con fascia traversa di seta gialla e bianca. Con questo corteggio il Papa discese dalla carrozza, ed entrò nella chiesa della confraternita di s. Maria del Pianto, ove adorato il ss. Sagramento ne ricevè la benedizione. Rimontato in carrozza e giunto alla gran piazza, ove a spese dei signori mercanti era stato eretto un magnifico tempio sacro alla fede, e adornato delle statue dei ss. apostoli, e da triplici iscrizioni, sopra un trono posto nel mezzo del tempio compartì l' apostolica benedizione all' affollato popolo esultante; indi passò al suo alloggio.

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