DIZIONARIO DI ERUDIZIONE STORICO - ECCLESIASTICA DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI COMPILATO DAL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ GREGORIO XVI. MDCCCXLIV (1844)

La fede cristiana fu predicata in Foligno verso l'anno 57 di Cristo, dai santi Bricio di Spoleto, e Crispoldo di Foligno discepoli di s. Pietro. L' Ughelli ed altri scrittori aggiungono che l'apostolo s. Paolo divulgasse il vangelo nel territorio folignate. Il Jacobilli nel catalogo de' vescovi di Foligno, che riporta a pag. 31 e seg. del succitato suo Discorso, dice che s. Crispoldo era di Gerusalemme, e che da s. Pietro per mezzo di s. Bricio, egualmente di Gerusalemme, vescovo metropolitano dell'Umbria, fu creato l'anno 58 vescovo di Bettona o Vettona città dell' Umbria, affidandogli la cura delle chiese di Foligno e di Nocera; e che poi nell'anno 93 sotto l'impero di Domiziano fu martirizzato a' 12 maggio. Aggiunge che immediatamente lo successe nella cura pastorale di dette chiese, come di quelle di tutta l'Umbria lo stesso s. Bricio, il quale morì a' 9 settembre dell'anno 97 in Spoleto sua residenza, ove fu sepolto nella chiesa di s. Pietro.

Gli successe nel vescovato un di lui discepolo, a questi altro soggetto nell'anno 130, indi nel 174 fu creato vescovo di Foligno un uomo di somma pietà. San Feliciano originario di Foligno, ma nato in Foro-Flaminio nel 159, meritò che il Papa s. Vittore I l'anno 197 lo consagrasse vescovo di Foligno, e ne divenne poi anche il principale protettore.

Egli fu un vero apostolo dell'Italia, e colla sua virtù, dottrina, predicazione, e miracoli propagò il culto del vero Dio nella sua città e diocesi, insieme ai luoghi di cinque provincie limitrofe. Vuolsi che ottenesse da Dio che giammai nei fulignati fosse denigrato l'illibato candore della fede cattolica, per cui si osserva che l' eresia non mai allignò in Foligno. E qui va notato che i folignati furono religiosi anche nel gentilesimo, e per tali vennero celebrati da Cicerone. Nella vera fede la loro pietà fece tali progressi, che non dubitò il Pontefice Paolo III di chiamare Foligno il Seminario della fede, ed il santuario del cristianesimo. Il vescovo s. Feliciano fu martirizzato a' 14 gennaio del 253 sotto Decio imperatore, ed il suo corpo fu sepolto nella cattedrale che a lui fudedicata. Alcune sue reliquie si venerano in Metz città di Francia, ed in Minden città della Sassonia inferiore.

La sede di Foligno sino dalla sua erezione fu dichiarata immediatamente soggetta alla santa Sede, e lo è tuttora. Commanville nell' Hist. de tous les eveschez, assegna l' erezione di questo vescovato l' anno 484 Questo vescovato fu soppresso con decreto de' 5 agosto 1810 dall'imperatore de' francesi Napoleone, mentre n' era vescovo fino dal 1796 monsignor Moscardini che continuò ad esserlo, dappoichè il Papa Pio VII nel 1815 dichiarò di niun valore cotal decreto.

Il medesimo Jacobilli dà in successore a s. Feliciano un suo discepolo, ed a questi nell' anno 296 Feliciano II da Foligno, che intervenne ai concili di Suessa del 303, e di Roma del 337. Paolo da Foligno fu creato vescovo l'anno 3500; e Urbano da Foligno l'anno 475: questi assistè al concilio adunato in Roma nel 487 dal Papa s. Felice II detto III. Fortunato da Foligno divenne vescovo della patria l' anno 498, e si trovò presente a cinque concili romani tenuti dal Pontefice s. Simmaco, insieme a Bonifacio vescovo di Foro-Flaminio, e di altri vescovi dell' Umbria. Il Papa s. Giovanni I nel 523 fece vescovo s. Vincenzo da Laodicea, che morì ai 24 maggio del 551.

Riportandoci alle serie de' vescovi folignati chene fanno l' Ughelli, il Jacobilli, e le annuali Notizie di Roma, qui appresso ci limiteremo a registrare i più insigni, e degni di special menzione.

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