DIZIONARIO DI ERUDIZIONE STORICO - ECCLESIASTICA DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI COMPILATO DAL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ GREGORIO XVI. MDCCCXLIV (1844).

Il Papa aveva in vece dichiarato vescovo Cristoforo di Berto Boscari o Boschuri, poi de' Ruberti di Foligno, de' conti del Poggio nella Valtopina, monaco di Sassovivo, venendo consagrato in Ferrara a' 18 maggio 1438. Il Boschari non sì portò alla sua sede se non dopo la cacciata de' Trinci dalla città, operata d' ordine di Eugenio IV dal cardinal Vitelleschi legato a leltere: così la città fu restituita al pacifico dominio della santa Sede, con general approvazione di tutte le classi de' suoi cittadini; quindi il Boschari governò tranquillamente la sua chiesa. Nel 1444 gii successe Antonio di Nicolò Bolognino folignate, che morì1 a' 14 gennaio 1461: per la vacanza della sedela governò con titolo di vicario apostolico Bartolomeo d' Antonio Tonti da Foligno canonico della cattedrale, che per la sua bontà e dottrina il clero l' elesse in vescovo, ciò che disapprovando Pio II, questi nominò vescovo il beato Antonio d'Agostino Bettini sanese, dell'ordine de'gesuiti, il quale fuggì a Milano per non accettare la dignità.

Fu però suo malgrado ordinato, e fece ben tosto vedere ch' egli era dotato d'un grandissimo talento per esercitare la dignità ecclesiastica a lui conferita. Riformò in Italia i cisterciensi, e con permesso d' Innocenzo VIII si ritirò nel convento di s. Girolamo di Siena, ove d'anni 91 morì a' 22 ottobre 1497, venendo tumulato in quella chiesa. Isidoro da Chiari nel Bresciano, abbate cassinesedi s. Maria di Cesena, di singolare bontà e dottrina, fu il terzo vescovo che Paolo III diede a Foligno; intervenne al concilio di Trento, e nel 1548 pubblicò alcune costituzioni sinodali. Gio. Angelo de Medici milanese, cardinale del titolo di s. Stefano al monte Celio, Paolo IV a' 25 giugno 1556 lo creò vescovo di Foligno, chiesa che governò per mezzo d'idonei vicari per circa undici mesi, con ordine espresso, che tutte le rendite della mensa episcopale fossero impiegate in sovvenimento de' poveri, come narra il Cardella nel tom. IV, pag. 295 delle sue Memorie.

Indi dopo avere alla diocesi concesso altri benefizi, coll' assenso di Paolo IV, la rinunziò al nipote Gio. Antonio Sorbelloni di Milano. Gio. Angelo nel 1559 divenne Papa col nome di Pio IV, e nell'anno seguente fece cardinale di s. Giorgio il nipote. Tommaso di Pier Orfino degli Orfini folignate, essendo stato fatto da s. Pio V vescovo di Strongoli, dopo averlo incaricato della visita e riformadelle chiese nel regno di Napoli e Calabria, poscia nel 1568 fu fatto vescovo di sua patria dal medesimo s. Pio V, e morì con fama di rara fermezza d' animo e di gran bontà a' 25 gennaio 1576: venne sepolto nella cattedrale in nobile deposito, e fu egli uno dei primi a pubblicar colla stampa dotte ed utili costituzioni sinodali. Troilo Boncompagni folignate, Gregorio XIII nel 1581 dal vescovato di Ripa Transone lo trasferì in questo di sua patria.

Porfirio di Gio. Battista Feliciani da Gualdo Tadino, segretario delle lettere a'principi di Paolo V, che nel 1611 lo fece vescovo. Gio. Battista Pallotta fu fatto vescovo nel 1684 da Innocenzo XII. Giosafatte Battistelli vescovo di Ripa Transone, nel 1717 Clemente XI lo trasferì a Foligno,ove acquistò molta lode e rinomanza per il suo sinodo reso di pubblica ragione: a questi nel 1736 Clemente XII die in successore Francesco Maria Alberici di Nocera, già vescovo di Città della Pieve. Filippo Trenta di Ascoli, promosso a questovescovato da Pio VI nel 1785, fu lodato per virtù e dottrina. Per non dire di altri vescovi, d'alcunide' quali se n' è fatta superiormente menzione, ci limiteremo per distinzione a nominare monsignor Arcangelo Polidori di Loreto, che per la sua dottrina, pietà, e bel corredo di virtù, ad onta della sua ripugnanza, meritò che il Pontefice che regna, nel concistoro de' 30 settembre 1834, il dichiarasse vescovo di Foligno, ove morì nel generale compianto, per cui gli furono celebrate solenni esequie, ed il pubblico lutto si manifestò colle iscrizioni ed altre necrologiche dimostrazioni pubblicate colle stampe. Tanta perdita venne dal medesimo Papa riparata coll' odierno vescovo monsignor Nicola Belletti di Cesena, che nel concistoro de' 19 giugno 1843 traslatò dalla sede d' Acquapendente. Vedi l'Ughelli, Italia sacra tom. I, pag. 681 e seg., e tom, X, pag. a65 e seg.

segue con tasto avanti