DIZIONARIO DI ERUDIZIONE STORICO - ECCLESIASTICA DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI COMPILATO DAL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ GREGORIO XVI. MDCCCXLIV (1844).

La cattedrale è dedicata a Dio, sotto l'invocazione di s. Feliciano vescovo e martire, bellissimo tempio, d' interessante memoria. La sua prima origine risale all' epoca del tempietto, sacrario o testimonio eretto da s. Feliciano nel suo piccolo campo, situato nel principal sobborgo dell' antica Fulginia, che bordeggiava la strada principale che da essa conduceva a Bevagna presso il trivio nominato negli atti di alcuni martiri dell'Umbria, edelle strade di Foligno, di Bevagna, e di Spello, nel quale s. Levanio folignate raccolse il corpo di s. Costanzo vescovo di Perugia. Il trivio folignate, probabilmente destinato al martirio de' principali campioni della fede, sembra che fosse il luogo in cui s. Feliciano etesse il suo piccolo tempio, facendolo segno allo perpetua pietà del popolo di Foligno. Lo edificò in onore di s. Gio. Battista, e si crede che la confessione o sagro sotterraneo dell'odierna cattedrale, sia appunto il luogo del primitivo tempietto, il quale aveva l'ingresso dalla parte della strada, volto al l'occidente, secondo l' antico stile de' cristiani, ed ove probabilmente fu sepolto s. Feliciano.

Si dice che fosse munito di porticato per difendere le pitture di cui era ornato, e quelli che lo visitavano dalla pioggia o altre intemperie. Oltre a questa chiesa, contemporaneamente in Foligno eravi la basilica palatina, forse la sala del palazzo pubblico de'gentili convertita in chiesa, la quale andò distrutta per la rammentata guerra di Luitprando nell'ottavo secolo. Alla riedificazione della città, del pari si eseguì quella del piccolo tempio di s. Feliciano, ossia il suo ingrandimento, probabilmente coi materiali della vecchia basilica palatina, tenendosi il tempio qual segno centrico alla rinnovata città, e nella forma ripartito in nave, confessione, e presbiterio: la nave era divisa in tre navate, da due fila di colonne, in tutte otto, e laconfessione si formò coll'antico tempietto, elevandosi su di esso il pavimento del nuovo. In egual tempo in forma ottagona gli fu dappresso eretto il battisterio, e la canonica in forma di casa forte o di castello, della quale struttura se ne fa menzione in alcuni privilegi concessi dall'imperatore Enrico IV alla chiesa e capitolo di s. Feliciano nel 1082, e in altri documenti dell' antica canonica: pochi avanzi ne esistono. Nel 1139 il vescovo Marco riformò ed ampliò la cattedrale, tolse al tempio la forma di basilica, lasciando intatta la confessione; rinnovò il prospetto esterno, ed il tutto con semplicità e precisione; die finalmente alla chiesa maggior longitudine ed elevatezza, lasciando che alla confessione si potesse accedere direttamente dalla banda della piazza grande, pel suo primitivo ingresso. A questa epoca si attribuisce l'erezione della torre campanaria o campanile, almeno sino ad una certa altezza.

Altro ingrandimento, cioè la costruzione del braccio verso la piazza grande, lo ricevette nell' anno 1201 dal celebre vescovo Anselmo, insieme all' erezione delle due faccie esterna ed interna, abbellite da intagli, basso-rilievi, ed ornati, molti de' quali simboleggiauti animali, volatili, figure umane, viti d' uva, ed altre cose mistiche e storiche, in un alle effigie del l'imperatore Federico II, del vescovo Anselmo, del podestà di Foligno, e del priore del capitolo. E qui noteremo che nel medesimo secolo XIII fu decorato il battisterio, vago ed elegante edificio di forma ottagona-elittica, cui è fama che ne fosse stato architetto il celebre Lapo.

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