DIZIONARIO DI ERUDIZIONE STORICO - ECCLESIASTICA DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI COMPILATO DAL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ GREGORIO XVI. MDCCCXLIV (1844).


Ma la rinnovazione totale della cattedrale si deve al secolo XV, avventurosa epoca delrisorgimento delle arti, coll'opera del famigerato Bramante Lazzari, che nel 1456 ridusse a volta tutta la fabbrica, ed eresse la cupola o tribuna non senza stupore degl'intelligenti, attesochè allora in Italia esiteva la sola cupola di s. Maria del Fiore in Firenze. Oltre a ciò Bramante adornò l' interno della chiesa con pilastri dorici inriquadri, corrispondenti agli scomparti del volto, ma per mancanza di mezzi il compimento si procrastinò oltre l'anno 1513, e n'ebbe il merito l'encomiato vescovo Luca Borsciani folignate, creato da Innocenzo VIII , cbe gli die il suo cognome Cibo, e lo stemma per chè era suo confessore: egli intervenne al concilio generale lateranense V. Fu egli che ridusse la cattedrale alla presente forma di perfetta croce latina, con erigere di pianta il braccio destro verso l' episcopio, secondo il progetto di Bramante. Quindi successivamente furono adornate le numerose cappelle con marmi , dipinti ed altro.

Verso la metà poi del l' istesso secolo decimosesto il capitolo eresse la cappella del ss. Sagramento, ossia coretta, una volta dedicata ai ss. Feliciano e Francesco d' Assisi, attribuendosene il disegno all'immortale Michelangelo Buonarroti. La somiglianza della cattedrale alla basilica vaticana, perla forma della croce latina e della cupola, ispirò all'insigne pietà di Dionisio Roscioli, il desiderio di vedervi in mezzo trionfare, come in detta basilica, la tribuna col baldacchino, con davanti quel vano a foggia dell'antica confessione, accessibile dal piano della chiesa. Commise pertanto al celebre Andrea Pozzi architetto gesuita, la copia fedele della tribuna vaticana, ciò che a sue spese venne eseguito nel 1698 con molte decorazioni. Conoscendosi in appresso il bisogno di rinnovarsi con architettura moderna l'interno della cattedrale, ciò fu eseguito con ordine ionico da Salvatore Cipriani, nella parte del coro, l'anno 1727, sotto il degno vescovo Battistelli, essendo autori degli stucchi i bolognesi Mazza e Pierlana, e dei dipinti il Mancini.

L' ultima rinnovazione della cattedrale si deve al Vanvitelli, la riforma al Piermarini folignate, e il compimento al cav. Clemente Folchi, tutti insigni architetti. Il primo incominciò l'opera nel 1770, il secondo la proseguì con miglior successo; e nel vescovato del zelante monsignor Stanislao Lucchesi, nel 1819, il cav. Folchi incominciò il suo compimento, coll' arricchire il tempio di nuove bellezze, rimovendone i difetti; e siccome per erigere il Bramante uno de' controforti alla chiesa, venne distrutto il battisterio, il cavaliere lo rifece, e nell' esterior facciata eresse comoda loggia per la benedizione papale, come inoltre rialzò il coro. ll pavimento di pietra, eseguito a spese del comune, si deve pel disegno all' esperto d. Luigi Landini, con l'opera di Francesco Madami; essendo stato principal promotore degli ultimi restauri e decorazioni memorate, d. Filippo de' marchesi Bamabò , decano della cattedrale. I migliori quadri che adornano questo tempio,sono s. Feliciano che libera Foligno dalla peste, pittura del Gandolfi; la sagra Famiglia, colorita dal Lazzarini ; s. Giovanni che battezza il Redentore, opera del pennello del cav. Vicar; e il dipinto del folignate cav. Trabalza, in cui sono effigiati il b. Pietro Crisci, la b. Angela, e s. Domenico da Foligno. In fondo alla tribuna elevasi la cattedra episcopale, per singolar privilegio sopra sette gradini.

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