DIZIONARIO DI ERUDIZIONE STORICO - ECCLESIASTICA DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI COMPILATO DAL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ GREGORIO XVI. MDCCCXLIV (1844).

E qui rammenteremo il famoso simulacro per la materia, per il lavoro, e per la venerazione che gli tributano i folignati, cioè la grandiosa statua tutta d'argento di s. Feliciano, che vestito cogli abiti pontificali, è in atto di benedire. Egli è sedente su mirabile sedia pur di argento con cesellature nei basso-rilievi di eccellente lavoro, avendovi nel postergale il fiammingo Adolfo operata in rilievo la storia del martirio del santo, che seguì in compagnia dei santi re persiani Abdon e Sennen, e della s. vergine Messalina; quindi ogni angolo ridonda d'impareggiabili fregi ed ornamenti, che vincono il prezioso metallo. Questo ricco monumento di religiosa divozione, sovrastato da una specie di baldacchino sostenuto da due angeli, viene trasportato con solenne pompa per le principali contrade della città, alle ore due pomeridiane de' 23 gennaio. Egualmente splendido è l'apparato delle sette confraternite, che inalberano altrettante croci d'argento di squisito lavoro, essendo generoso lo sfarzo de' cerei, che consistono in corone di candelotti disposti in cerchio, sopra macchine ornate, di facile trasporto: tali cerei ardono con profusione, ed il numero delle macchine corrisponde a quello delle diverse arti, cui ne fanno la divota offerta. Inoltre nel la cattedrale vi sono ampi sotterranei, comodamente praticabili, per dar sepoltura ai defunti, ed onorarne con epigrafi e depositi la memoria.

Dei corpi santi e reliquie che si conservano nella cattedrale con gran venerazione, oltre quanto si è detto, noteremo che ne parla il Jacobilli a pag. 25 del suo Discorso, ove pur dice de' corpi santi e reliquie che sono nei diversi luoghi della diocesi. Il capitolo si compone di quattro dignità, essendo la principale quella di priore, poi vi sono il decano, l'arciprete, già istituite fino dalla più rimota antichità, a cui aggiunse il regnante Pontefice una quarta col titolo di primicerio, dotandola coi beni tutti della soppressa parrocchiale e priorale chie sa di s. Maria Maddalena, rovinata totalmente per l' orribile terremoto de' 13 gennaio 1834, volendo che fruisse di tutti gli onori e privilegi, non che d' indossare mantelletta negra e rocchetto sulla foggia delle altre dignità.

Inoltre componesi il capitolo con sedici canonici, con le prebende di teologo e penitenziere, otto canonici onorari, dieci mansionari, ed altri preti e chierici addetti al divino servigio. Questo capitolo gode di diversi privilegi e prerogative. Benedetto XIV con breve de' 23 marzo 1741 concesse al priore della cattedrale, e ai di lui successori l'uso della mantelletta paonazza in tutte le funzioni ecclesiastiche sì nella città che nella diocesi. Ai canonici il regnante Gregorio XVI ha concesso l'uso della mitra, ed altre insegne prelatizie; fanno uso della mitra bianca, in tutte le ecclesiastiche funzioni quando indossano i paramenti sagri, entro i limiti però della diocesi. Hanno pure il privilegio del canone e bugia, e cantando la messa, del prete assistente in piviale, e questo anche fuori di diocesi. Le insegne prelatizie poi accordate dal Papa che regna al capitolo di Foligno consistono nel fiocco paonazzo al cappello, potendo i canonici dell'uno e dell'altro far uso in ogni tempo ed in ogni luogo, come apparisce dal breve che si conserva nel loro archivio.

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