Compendio della Storia di Fuligno ad uso delle scuole elementari 1858-59 di Giuseppe Bragazzi

D. Perché avete detto che le porte sono attualmente quattro, forse il numero delle medesime non fu sempre lo stesso?
R. Sicuramente, e sebbene la città fosse anticamente anche meno estesa, le porte erano più di quattro e perciò' fra loro assai, vicine. Le porte adunque di Fuligno prima che fosse nuovamente circondata di mura nei secolo XIII erano sei;
I. La Romana che stava ove di presente trovasi il campanile del Convento de' Religiosi di S. Francesco.
II. La porta dell' Abbadia situata presso la chiesa al presente dedicata al' SS. Salvatore.
III. La porta presso al Ponte di Cesare detto Ponte della Pietra.
IV. La porta di S. Maria presso la porta minore della Chiesa di S. Domenico.
V. La porta Spataria o di S. Claudio nesso la Chiesa dl S. Giovanni dell' Acqua.
VI. La porta della Croce per la quale si andava anticamente a Roma, e per dove passò incatenato presso il carro imperiale di Decio íl Protettore nostro S. Feliciano. (red. Jacob. Disc. della Città di Fuligno Tip. Altieri 4646).

D. Narrateci le vicende cui andò soggetta Fuligno nelle varie epoche della storia?
R. La Città di Fuligno situata in un luogo assai centrale ha sofferto più volte in più tempi rovine e devastazioni fino all'anno 1289, in cui nostro glorioso protettore S. Feliciano ottenne da Dio, siccome Egli rivelò ad un suo devoto, la grazia che non fosse più distrutta. (Jac disc. cit.)

D. Dateci un cenno di questi danni e dell'epoche in cui vennero sofferti?
R. Primieramente si ha della storia che nell'anno 445 dalla fondazione di Roma 309 A.G.C., fu da Fabio Massmo assai danneggiata, per essersi per ben due volte unita coi nemici di Roma. Nell'anno 536 di Roma e 218 A.G.C., per aver fattoresistenza ad Annibale, furono da questo Capitano fatte demolire le mura della Città, per cui essa scrisse Silio Italico - patuloque jacens sine maenibus arvo - Fulginia. - Ristaurata da Scipione l'Africano, e munita nuovamente di mura dal Console Flaminio, e precisamente da quel Cajo Flaminio Sentore che edificò Floro-flaminio, fu poi nel 663 di Roma 91 A.G.C. nuovamente danneggiata da Lucio Porzio Catone, per essersi i Fulignati uniti nella guerra sociale contro i Romani.
Sofferse ancora rovine e danni per avere seguite le parti e di Cajo Mario e di Pompeo e Marc' Antonio Triumvirio. Dopo la venuta di Gesù Cristo sofferse assai nelle invasioni de' Barbari. Fu molto danneggiata dal Visigoto Alarico nel 410 D.G.C. poi dal Vandalo Genserico. Quindi nel 432 da Attila Re degli Unni, nel 346 da Totila ostrogoto, nel 574 da Alboino Re de' Longobardi, seguito poi da Agisulfo nel 593, e da Luitprando nel 740. Nel nono e decimo secolo sofferse per le incursioni de' Saraceni e degli Ungari. Poi fu danneggiatadalla fazione de' Ghibellini, essendo stata città aderente alla parte Guelfa o Ecclesiastica; infine da' Perugini, e centravvenuto ad alcuni patti stipolati con questa Città.

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