Compendio della Storia di Fuligno ad uso delle scuole elementari 1858-59 di Giuseppe Bragazzi

D. Narrateci come ciò avvenne ?
R. Era nel 1830 Priore del Ven. Ospedale detto Sig. Cav. Degli Azzi, ed avendo trovato questo Stabilimento in condizioni non favorevoli, colla sua attività e zelo lo ridusse in buona forma. A tutto rimediò e tutto riordinò per quanto fu in suo potere, ma la cosa più essenziale, la salubrità dell' aria, e la posizione de' dormitori e delle corsie senza incomodi di coutinuo frastuono, eran vantaggi che non si potevano raggiungere senza cangiare di sito. Nella carità sua e nel suo impegno pel miglioramento dello stato dei poveri infermi vide il detto Priore come opportuno, perché in un luogo assai aprico e lontano dal centro della Città, un antico Fabbricato con orto ad uso già di Conventi dei PP. Gerolamini, il quale era in allora di proprietà del pio e caritatevole Signor Gregorio Piermarini di Fuligno. Ad esso adunque pensò rivolgersi il Priore Cav. Degli Azzi per proporgli un contratto di compra e vendita, ed all' uopo stabilirne le condizioni. Alla domanda però del Cavaliere rispose il Piermarini che esso non vendeva, bensì intendeva donare la fabrica al Luogo Pio; lo che quanta fosse di sorpresa e di giubilo insieme all' animo di quel zelante Priore ognuno può facilmente comprendere. Dopo di ciò si die subito a provvedere e disporre l'occorrente per la spesa della restaurazione ed adattamento del locale per uso degli inférmi.

D. Com' é avvenuto che da quel tempo in poi non ebbe effetto la fabrica se non che in questi anni?
R. Il Priore dell' Ospedale fece far subito la Perizia dell' importare della spesa per ridurre il Convento ad uso di Spedale, e questa si esegui in sol finire del 1830 dal Sig. Architetto Vincenzo Vitali e dal Sig. Francesco Fratini esperto Capo-Mastro, e portò la spesa a scudi 7000 circa (4). Indi a poco però, essendo divenuto il Sig. Cav: degli Azzi Gonlaloniere di Fuligno successero altri Priori e quindi altre vicende sopravvennero che portarono a lungo per parte dei moderatori dell' Ospedale e del Comune la fabrica, e solo si cominciò nel 1845 qualche mese dopo la morte del Pio Donatore, il quale, confermando la detta elargizione col suo testamento, aggiunse un lascilo di un cospicuo capitale per obligare a tenere nel luogo anche i poveri infermi cronici, per la qual grande carità avrà perenni le lodi e le benedizioni.(2)

D. Com' é avvenuto che da una somma non grande qual era quella di circa se. 7000 si sia portata la spesa ad una cifra molto maggiore?
R. Ciò é accaduto per provvido volere dei signori Consiglieri di Fuligno ed anche dell'eccelsa Delegazione di Perugia. Fu considerato che si trattava di opera pubblica e diretta al bene dell' umanità, e che di tempo in tempo sono avvenuti casi di grandi malattie, e nei quali si é trovato il Municipio nella necessità di aprire provvisoriamente allri spedali, quindi fu stabilito di dar maggiore ampiezza al disegno primitivo, lo che portò per conseguenza al Comune una spesa tanto più forte; ma sarà un monumento di patria carità che non perirà giammai.
Questo disegno fu commesso all'Architetto Municipale Sig. Vincenzo Vitali, ed ottenne l'approvazione della Delegazione di Perugia dopo essere stato fatto esaminare da valenti persone dell'arte.